- Premessa
Tra i concerti visti in locali dove la distanza tra palco e pubblico viene azzerata, dove l’artista lo trovi, prima o dopo l’esibizione, accanto a te al bancone a bere una birra, dove ti fai “autografare” un vinile mentre parli con lui di musica (o altro), un ricordo speciale nel mio cuore lo ha quello tenuto da Matt Elliott all’MMB di Napoli nel dicembre del 2018; ancor più che per i suoi The Third Eye Foundation, il colpo di fulmine mi “bruciò” decenni fa con l’ascolto del meraviglioso “Drinking Songs” (del 2005) a firma del solo Elliott (da segnalare che lo scorso anno Matt Elliott ha pubblicato “Drinking Songs Live 20 Years On”).
Tale premessa si è resa opportuna data l’assonanza di musica tra Half Asleep (Valérie Leclercq) e parte della produzione di Matt Elliott, assonanza che mi ha fatto enormemente apprezzare artisticamente la musicista belga.
- Half Asleep
La produzione di Half Asleep risale anch’essa a più di vent’anni fa, agli inizi del 2000, quando da subito Valérie Leclercq traccia le coordinate della sua forma espressiva, intima, cupa, decadente e lo-fi…; nel 2018 verrà pubblicato “The Paper Cut: Bedroom Demos From 2002-2003” contenente (come suggerisce il titolo) registrazioni del 2002/2003, “essenziali” ma “ricche di contenuto”, tra cui spiccano le belle “Mermaids”, “Cowards & Safety Pill”, “The Paper Cup”, “Shower (in a Forest)”, “Bare Feet”, “The Ten If Song”.
Il linguaggio di Half Asleep prosegue non dissimile con “Palms & Plums” e “Just Before We Learned To Swim”, entrambi del 2003 (si ascoltino dai citati dischi: “Sea Shell”, “Kay, Then The Fallen Branches”, “Slaps = Wine for the Day Everything Is All Right”, “The Widow: She’s Always Waiting”, The Twilight Was Probably Right”, “Yellow Neck”, “Washing Machines”, “& Other Stories”, “Secret Side (nico)”, “Wrinkled chest” …).
“(We Are Now) Seated In Profile” del 2005 “raffina” l’esperienza maturata con i lavori precedenti; Valérie Leclercq amplia (seppur di poco) la strumentazione e restituisce un ottimo lavoro come testimoniano “We Used To Fear Your Voice (And The Drilling Machine)”, “D’Invisibles Courtisans”, “Fourteen Footprints : So You Changed Your Mind?”, “I’M Watchin’ Tv / Tv’S Watchin’ Me”, “Fingers Are Forks”…
Del 2005 il side B della split-cassette tape “Loobke/Half Asleep” contenente 5 brani a firma Half Asleep; analoga operazione nel 2007 per il side A dello split-LP “Half Asleep/SRX” contenente 4 brani (oggi i nove brani sono raccolti in un unica pubblicazione reperibile liquida che non delude l’ascolto; tra i nove bei brani, da segnalare la “rilettura” di “About Buell Kazee’s Railroad Boy”).
Nel 2011 è la volta di “Subtitles For The Silent Versions”, altro lavoro degno di nota con “How Quiet!”, la sacrale “The Bell”, “De Deux Choses L’Une”, “The Grass Divides As With A Comb”, “Sea Of Roofs”, “The Invitation”..
- “The Minute Hours l Les Heures Secondes”
Oggi, a nome Half Asleep, Valérie Leclercq pubblica “The Minute Hours l Les Heures Secondes” (Humpty Dumpty Records – three:four records), lavoro che ha in seno registrazioni del periodo 2014/2018 (come si apprende dal sito https://halfasleepmusic.bandcamp.com/album/the-minute-hours-l-les-heures-secondes – consultato il 7.8.25).
Messo il vinile sul piatto ecco la splendida “Mater”, per pianoforte e voci, composizione “epica” che riassume tutta l’arte di Half Asleep e la sua affinità con il Matt Elliott solista.
Se “The Liberator” è ipnotica ballata da bosco incantato… “Yes no maybe yes again again no” è esercizio che miscela opera, free jazz e teatralità.
Dopo il breve “Interlude 1 (Invisible As Music)”, rompe il silenzio la convulsa “The Sun (Is A Blood Disorder)” con le sue orchestrazioni di fiati per una Half Asleep che si spinge in modo deciso oltre i propri (passati) confini.
Girato il vinile, “Interlude 2 (Positive As Music)” è frammento sperimentale che conduce all’evocativa e complessa “Midnight Seam” (divisa sulla carta in due parti), in cui Valérie Leclercq rompe i suoi schemi per poi riunirli in un mosaico fuori dai generi.
Archetto e voce per “God Of The Sink” che evolve in cinematografica ambientazione finché il “folk” elegante di “Car sans heures ne puys” non riporta l’orecchio su più ordinari territori.
“Ah! Whence is this? What is this severance?” – “from The Dream of Gerontius (1865) by John Henry Newman” si legge nelle note di copertina – chiude il cerchio con il suo pianoforte e i suoi giochi di voce.
Riposto il vinile, “The Minute Hours l Les Heures Secondes” si mostra lavoro in cui Half Asleep non solo ha ampliato il “parco” strumenti ma ha strutturato la sua scrittura in partiture più “complesse”, deragliando anche dai binari su cui aveva sino ad oggi viaggiato; un arricchimento questo? Sicuramente! Arricchimento che però rende il tutto meno omogeneo e per certi versi meno affascinante e immersivo per l’orecchio, la mente e il cuore…
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