Mondo Exotico è il nuovo album dei Misteriseparli, pubblicato da Vina Records e distribuito da Believe, uscito dopo Speedbeforedeath, del 2022, esordio del duo pescarese dal nome enigmatico. Tre singoli, disponibili in download gratuito (Bandcamp), hanno anticipato la pubblicazione dell’album, che scorre in tutte le piattaforme e anche in un’edizione limitata in vinile, impreziosita dall’artwork di Fr3danselmo.
Pepi e Andrew, al secolo Andrea Sestri e Giuseppe Palmieri, sono un duo di Pescara che nasce, dopo svariate jam sessions in studio e esperienze musicali e di vita condivise, ufficialmente in Andalusia una decina di anni fa nel 2016. Il background musicale di ciascun componente è diversissimo: chitarre in trama essenzialmente rock-blues da una parte e basi elettroniche ed esperienza da dj dall’altra.
Il nuovo album, registrato e mixato allo Studio Tequila Batanga e masterizzato da Enrico Mantini, è un autentico viaggio tra pezzi che si definiscono individualmente, ognuno con le proprie atmosfere e vibrazioni, rappresentando ciascuno un universo a sé, offrendo l’opportunità di esplorare il cosmo creativo (il Mondo Esotico a cui allude il titolo) in continua evoluzione.
L’album si apre con Big Tail, un rock-blues elettrico dai ritmi non elevati con introduzione di atmosfere da spiaggia, dove i riff di chitarra fanno da filo conduttore. Off To Nowhere è invece decisamente strutturata su basi campionate, anche se inizia con suoni potentemente riverberati di note di chitarra e basso che evocano sound da anni ’80, su cui poi si staglia un rimo alla Planet Funk. E’ la migliore interpretazione e segno evidente, in questo disco, della potente alchimia fra i due musicisti. Più squisitamente esotica e “liquida” è Kaboobie, e anche qui i coinvolgenti loop di batteria conducono a un ritmo ballabile, ma è chiarissimo che i Misteriseparli non fanno techno né musica da discoteca, ma piuttosto un caleidoscopio di suoni elettronici su cui però le classiche percussioni e la chitarra elettrica trovano il loro adeguato spazio protagonista, come per esempio in Flash Gordo, dove la chitarra in particolare disegna dei groove suadenti e funkeggianti su una base loopata di percussioni vagamene sudamericane. Flash Gordo è senza dubbio l’altro momento irresistibile del disco, mentre in Brujeria, l’aria di festa da spiaggia già annunciata nella precedente track esplode in atmosfere introdotte da synth più squisitamente dance e soft.
Brujeria è anche track più “canzone”, ovvero il pezzo più cantato del disco, se così si può dire per un album di pezzi quasi del tutto strumentali, dove comunque è la musica e non la ricerca testuale a fare da padrona. A chiudere il disco veramente sin qui variopinto e stuzzicante c’è Noloso, altro blues elettrico di chitarra, eseguito come un rito cerimoniale di chiusura, meditativo e notturno, soprattutto nella parte terminale più progressive, dove in verità avanza qualche manierismo di troppo laddove sarebbe forse stato più riuscito lasciare la sola chitarra a parlare.
Il disco si conclude forse troppo presto per lasciare all’ascoltatore l’impressione di un album compiuto e completo, esplorato a 360 gradi.
La fantasia sonora e gli accostamenti di suoni con cui si divertono Pepi e Andrew richiederebbero forse maggior spazio e più trame musicali, più tracce tali da dare un’identità totale e non solo vagheggiata alla ricerca musicale che il disco vuole portare avanti, ma vi è abbastanza spazio per cogliere il talento e la dovizia tecnica dei due musicisti, che confermano quanto di buono avevano già fatto intuire nel loro esordio.
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