Il synth modulare più famoso del rock psichedelico ha un nome (Nathan) e una missione: fare ballare il mondo. I King Gizzard & The Lizard Wizard annunciano “Alien Metal”, un album dance che suona come un’invasione aliena in discoteca.
C’è un momento, nella vita di ogni band che si rispetti, in cui le chitarre iniziano a pesare e le strutture pop diventano una gabbia dorata. Per i King Gizzard & The Lizard Wizard, quel momento è arrivato sotto forma di cavi patch, moduli oscillanti e una scatola nera battezzata affettuosamente Nathan. Dopo averlo sperimentato dal vivo nei loro celebri “rave set” durante gli ultimi tour, i sette ragazzi di Melbourne hanno deciso di chiudersi in studio e lasciare che fosse Nathan a dettare legge. Il risultato è “Alien Metal”, un album che uscirà quest’estate su p(doom) records e che, a sentire i diretti interessati, ha riscritto le mappe del loro cervello.
“Ha completamente riconfigurato il mio modo di pensare”, racconta Stu Mackenzie, frontman e mente instabile del gruppo. “Ho pensato: ‘Dimenticherò tutto ciò che so sulla musica e re-imparerò da zero’. Non abbiamo mai cestinato così tanto materiale in vita nostra. Interi album, interi universi paralleli: formulati, creati, registrati, cancellati e ricominciati da capo. Era l’unico modo per non cadere nella trappola di fare ‘i Gizzard con i synth’”.
E se Mackenzie parla di rinascita, Joey Walker, il tecno-dipendente ufficiale della band, ci tiene a sottolineare che l’anima della bestia è rimasta intatta. “’Alien Metal’ spara a tutta potenza, ma non è mai banale. Va in posti davvero interessanti, e la cosa più bella è che suona comunque come noi. È storto, è imprevedibile, ma è inequivocabilmente King Gizzard”.
Il primo assaggio di questa nuova era si chiama “Level 5”, un brano che cavalca un breakbeat ipnotico e distorce la voce con vocoder acidi. Se dovessimo collocarlo in un luogo immaginario, sarebbe un ibrido tra un rave illegale degli anni ’90 e una colonna sonora di John Carpenter, con quel tocco di follia australiana che li rende unici. Il video, una gemma sci-fi/horror firmata da Hayden Somerville, vede la partecipazione del volto noto del cinema australiano Vince Colosimo (lo riconoscerete da Chopper), intento a destreggiarsi in un incubo visivo che è il perfetto contraltare alla traccia.
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