È sempre importante avere amici competenti di musica che ti suggeriscano l’ascolto di un disco; così lo è per me, ed lo è stato quando Sandro mi ha indicato lo splendido “Orcutt, Shelley, Miller” (Silver Current Records), a firma del “supergruppo” Bill Orcutt, Steve Shelley e Ethan Miller.
Recentemente su queste pagine si è recensito “Right Now!” dei The Third Mind e in quell’occasione si scrisse: “Esistono dischi che spesso amo definire “metastorici” per la loro capacità di essere nel tempo e fuori dal tempo… come degli “OOPArt” non collocabili lungo una precisa linea temporale”.
Ebbene non solo “Orcutt, Shelley, Miller” rientra in quel novero, ma con “Right Now!” condivide altre caratteristiche importanti: quella di essere un disco suonato “alla vecchia maniera”, con le sue lunghe improvvisazioni e divagazioni e quel senso di spontaneità e libertà che lo pervade per tutta la sua durata; quella di essere figlio di un “supergruppo” che (a differenza di altri) si è riunito per dare spazio alla propria “inconscia” creatività!
Le registrazioni sono tratte dal live del 13 aprile 2024 allo Zebulon di Los Angeles in formazione (ovviamente) composta da Bill Orcutt alla chitarra, Steve Shelley alla batteria e Ethan Miller al basso.
Messo il vinile sul piatto, parte il rock libero e deviato di “A Star Is Born”, con la chitarra di Orcutt che da subito fa capire le proprie intenzioni, ruvide, abrasive e distorte.
La bella “An L.A. Funeral” trasporta l’ascolto in territori cari alle divagazioni di Neil Young e si fa apprezzare per la sua capacità di contemperare melodia con “dissonanza” per un’esecuzione di gran pregio.
Chiude il lato A un’isterica “Unsafe At Any Speed”, da “bull riding”… con un riff che ricorda i Primus quando approcciano al country da rodeo.
Girato il vinile, un giro di basso fa viaggiare una “Four-Door Charger” di spessore che conduce alla conclusiva “A Long Island Wedding”, ballata strumentale che, da sospesa tra rock e indie rock, deflagra in un mood incendiario e abrasivo e che congeda un lavoro che pienamente vale la somma delle sue parti.
































