La scena musicale indipendente è in fibrillazione: Alexis Taylor, voce e anima degli irriverenti Hot Chip, ha appena svelato i dettagli del suo nuovo progetto solista. Si intitola “Paris In The Spring”, un album che promette di essere una svolta radicale rispetto al passato, in uscita il 13 marzo per l’etichetta Night Time Stories.
Se i precedenti lavori da solista di Taylor erano intimi, acustici, confessioni sussurrate, questo nuovo capitolo suona come un manifesto di libertà creativa. “Paris In The Spring” non è un disco, è un salon musicale. Un luogo ideale dove Taylor ha radunato una compagnia di artisti d’eccezione per un conversazione sonora senza confini: c’è la raffinata elettronica di Nicolas Godin (Air), i campionamenti onirici di The Avalanches, il tocco francese di Étienne de Crécy, la malinconia di Pierre Rousseau (Paradis), e persino la leggenda new-wave Green Gartside (Scritti Politti), tra gli altri.
In un’intervista, Taylor si mostra determinato a sfidare le aspettative: “Mi rifiuto di dare istruzioni per l’uso”, dichiara. “A volte il pubblico chiede: ‘Che cos’è questo?’. Ma la vera magia della musica accade quando ci si apre all’ascolto puro, senza mappe. Perché creare qualcosa se deve essere subito spiegabile? Preparatevi a sorprendervi, a lasciarvi risuonare dentro qualcosa di nuovo.”
Ad aprire le danze è il singolo “Out of Phase”, un brano che è già un piccolo mondo a sé. Con la partecipazione di Oli Bayston (Boxed In) e della affascinante cantante country di Nashville Lola Kirke, il pezzo affonda le radici nel cinema di David Lynch. Taylor ne svela i retroscena con parole toccanti: “È la prima traccia nata con Oli, una sorta di tonico vitale per proseguire il lavoro. Questo album è stato un viaggio di incontri e perdite: di collaboratori che la vita porta via, ma anche di amici persi per sempre. Celebrare le nuove unioni artistiche è importante quanto onorare il ricordo di chi non c’è più.”
E su tutto, la voce di Lola Kirke: un elemento rivelatore che, secondo Taylor, trasforma “il mistero di un cowboy solitario in un duetto moderno, carico di amore, desiderio e una ricerca senza fine.”
“Paris In The Spring” si preannuncia non come una semplice collezione di canzoni, ma come un diario di viaggio emotivo e sonoro, una mappa dei mille volti di un artista che ha deciso di non porsi più limiti. Il 13 marzo, prepariamoci a partire senza sapere esattamente dove andremo. L’unico bagaglio necessario? La voglia di ascoltare, davvero.

































