Arlo Parks, l’artista inglese acclamata dalla critica, due volte nominata ai Grammy, per soli due dischi, l’esordio con Collapsed in Sunbmeams del 2021 (arrivato subito al 3° posto nel mercato non facile per la musica nera dell’UK), e il fortunato seguito My Soft Machine del 2023, vincitrice del Mercury Prize e dei BRIT Award, ha pubblicato il suo nuovo album Ambiguous Desire, il 3 aprile per Transgressive Records.
Dopo i grandi successi di critica e pubblico dei primi due dischi, (nel 2020 prima ancora di uscire col disco d’esordio aveva vinto un AIM Independent Music Award e un BBC Music Award, oltre a ricevere una candidatura agli UK Music Video Awards) negli ultimi due anni, Arlo si era immersa completamente in spazi notturni dove poteva mimetizzarsi, fare la camaleonte e essere chiunque volesse.
Coraggiosamente ha lasciato alle spalle apparentemente l’impostazione acid jazz dei dischi tanto acclamati, e ha cercato ispirazione dall’edonismo queer del Paradise Garage di New York, dai beat notturni britannici di The Streets e Burial, da un certo trip-hop targato Massive Attack, e, a suo dire, si è innamorata della pista da ballo. Questa scelta, che abbandona gli strumenti e l’ambientazione jazzata di pezzi bellissimi e davvero innovativi come Hope, Black Dog, Cola, e tanti altri dei primi dischi, per cui Vogue l’aveva definita “A colossal talent”, e The Times l’aveva prevista per il futuro come una delle voci più importanti della sua generazione, è una scelta coraggiosa al limite del rischio per molti fan della prima ora. Ma è una scelta presa con convinzione, sin dalla prima traccia, notturna e sensuale, che è Blue Disco, e ancora più marcata in Jetta, che parla del prepararsi per una uscita in disco, e Get go, che sono pezzi funk-soul. Già però in Get Go si avverte che la melodia da strumento non si è persa, ma solo camuffata nei sample di batteria, nella tastiera elettronica, nei loop, mantenendo in fondo quella purezza lirica e istintiva, e quell’immediata melodicità che caratterizza i suoi primi lavori.
Ambiguous Desire racconta questa fase esplorativa, sia musicale che personale: le session con la band dal vivo lasciano il posto a synth modulari, plugin e campionatori che incanalano gli spazi sonori, mettendo sempre in primo piano la poesia e il lirismo che l’hanno resa così amata.
Riflettendo sulla realizzazione del disco, e rispetto al titolo e al suo messaggio, Parks racconta: «Ho ballato più che mai mentre realizzavo questo disco, ho fatto più amicizie che mai, mi sono ritrovata nello strano ventre sotterraneo delle serate juke di New York, scatenata, ho riso e riso e riso. Questo disco ha il desiderio al centro. Il desiderio è una forza vitale, è un volere, uno slancio: siamo tutti vivi perché c’è qualcosa o qualcuno che desideriamo. Il desiderio è un motore. Ma è anche misterioso, intricato, casuale, illuminante e UMANO».
Il nuovo singolo di lancio è 2SIDED, presentato in anteprima come Hottest Record su BBC Radio 1. Il brano offre il primo sguardo al mondo dell’album: una tenera speranza che un nuovo amore corrisponda i sentimenti con la stessa intensità. La canzone è accompagnata da un videoclip diretto da Molly Burdett, un film sulla connessione attraverso il movimento, l’emozione e il ritmo. Parlando del singolo, Arlo racconta: «Nel suo cuore, 2SIDED parla di desiderio e tensione. Parla dell’essere colpiti da un fulmine di desiderio e del trovare il coraggio di dare un linguaggio a quella sensazione, di renderla reale».
Altrettanto se non ancora più sensuale è Sense, che vede la partecipazione del soulsinger Sampha, e si arricchisce di sfumature notturne, suadenti, non da pista da ballo ma da corteggiamenti nel prive’, potremmo dire. Così inizia, ammiccatamente, anche Heaven, cantata con sussurri suadenti più che a piena voce, rendendosi quasi irriconoscibile rispetto ai pezzi che l’hanno resa nota. Ma la vera svolta è Beams, canzone introdotta da un ambientazione industrial, ma che poi si trasforma man mano in musica cristallina, quasi eighties, romantica e solare, una bellissima canzone d’amore cantata col cuore ancor prima che con la voce, e dove finalmente compaiono tutti gli strumenti e il sound orchestrale fin qui messo da parte. Nightswimming prosegue su questa splendida scia, anche questa cominciando in maniera classicamente soul-funk, con loop e sample e tastiera, esplodendo poi in ricchezza sonora, e si rivela una canzone sull’abbandonarsi, sul dissolversi, sul lasciare il mondo e trovare, come dice il testo insistentemente, pace pace pace.
Fra le due canzoni, non a caso, si inserisce South Seconds, una veloce ballata intima che al contrario di quanto sin qui sentito fa a meno non solo di campionamenti e loop ma anche di qualsiasi accompagnamento ritmico, ed è tutta chitarra voce e archi di arrangiamento. Luck of Life, What if I Say it e Floette non aggiungono molto a quanto di buono si è sentito sin qui, e perdono anzi di brillantezza, se non per il fatto che What if I Say It torna a chitarre e riff, ma perdendo di ritmo rispetto a quanto di ballabile si è ascoltato sin qui. Tra tutti i pezzi del disco, forse è questa la canzone più in continuità con i precedenti dischi
Parks ha realizzato l’album insieme al produttore Baird (Brockhampton, Kevin Abstract) come detto immergendosi nella vita notturna vibrante e fortemente comunitaria di New York ma anche trascorrendo lunghe giornate introspettive nel loft di Baird nel centro della città. Il risultato è un disco auto-affermativo, esotico ed euforico, ma anche molto intimo e vulnerabile.
Poetessa tanto quanto performer, Parks ha fatto seguire al suo precedente album My Soft Machine, in attesa della pubblicazione di questo Ambiguous Desire, il debutto del suo libro The Magic Border, una raccolta di 20 nuove poesie e immagini esclusive di Daniyel Lowden, insieme ai testi di My Soft Machine.
Nei suoi spettacoli dal vivo si è esibita a Glastonbury e Coachella, ha aperto i concerti di Billie Eilish e Harry Styles e ha conquistato il pubblico di tutto il mondo con il suo tour da headliner. In occasione dell’uscita del precedente album, Arlo si è esibita per NPR Tiny Desk ed è apparsa a The Late Show with Stephen Colbert e a The Tonight Show Starring Jimmy Fallon.
In questo caso, per celebrare l’uscita dell’album, Arlo Parks ha realizzato una serie di concerti in contesti più intimi, nei negozi di dischi del Regno Unito, offrendo ai fan una rara occasione di vivere una performance dal vivo in un contesto ravvicinato. Ora in tour tra Tokyo e New York.
https://www.arloparksofficial.com
https://www.instagram.com/arlo.parks/
https://www.facebook.com/arloparks

































