Dopo il ruggito sommesso di “New Desire”, Arlo Parks non torna semplicemente. Esplode. Con un annuncio che accende i circuiti dell’attesa: “Ambiguous Desire”, il suo nuovo album, sboccerà il 3 aprile sotto l’egida di Transgressive. Non un semplice seguito, ma una mappa nuova, tracciata nelle notti profonde di New York, in compagnia del produttore Baird.
Le influenze citate – il spoken word ipnotico di The Streets, le cattedrali spectrali di Burial, il ritmo nervoso degli LCD Soundsystem, le manipolazioni soul di Theo Parrish – non sono semplici riferimenti. Sono tessere di un rituale. Arlo ha costruito questo disco ballando, una pratica quasi sacrale: «Ho ballato più che mai mentre realizzavo questo disco. Mi sono trovata nel ventre strano delle juke nights newyorkesi, scatenata, e ho riso, riso, riso».
Al centro di tutto, un motore primordiale: il desiderio. «È una forza vitale», dichiara la musicista, «una spinta, un anelito, una quantità di moto. Siamo vivi perché c’è qualcosa o qualcuno che desideriamo. Il desiderio è un motore. Ma è anche misterioso, aggrovigliato, casuale, illuminante e profondamente UMANO».
Il primo assaggio di questo viaggio si chiama “2SIDED”. Non un semplice singolo, ma un campione di tensione pura. «Al suo centro, parla di struggimento e tensione», spiega Arlo. «È l’essere colpiti da una scarica di desiderio e trovare il coraggio di dare parole a quel sentimento, per renderlo reale». Parole che diventano immagini nel video, diretto da Molly Burdett, già visibile qui sotto.
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