Nella tempesta di polemiche, censure e dichiarazioni governative, i Kneecap non hanno abbassato la testa. Hanno solo preso tempo. E ora, quel tempo si è trasformato in un disco che promette di essere potente, politico e profondamente radicato nella loro identità: «FENIAN», in uscita il 24 aprile per Heavenly Recordings.
Non si tratta solo di un nuovo capitolo discografico dopo l’acclamato «Fine Art» del 2024. È una dichiarazione di resistenza, il frutto di una reazione «ponderata», come loro stessi la definiscono, a chi ha provato a marchiarli come terroristi e a silenziare la loro voce.
La scelta del titolo «FENIAN» non è casuale. È un atto di appropriazione e di orgoglio. «Fenian» storicamente indica i guerrieri della mitologia gaelica, ma è stato a lungo usato come termine dispregiativo contro gli irlandesi. I Kneecap lo ribaltano: «Ora lo usiamo per nominare tutti coloro che dicono la verità al potere», scrivono sul loro Instagram. È un’operazione culturale simile a quella che portò avanti, in altri contesti, il movimento hip-hop afroamericano: prendere le parole d’odio e farle proprie, trasformandole in un grido di identità e di sfida.
Il parallelismo con la lingua irlandese stessa è inevitabile: «Dopo 800 anni di colonizzazione, pensavano che l’irlandese sarebbe morto. Invece no. Grazie a chi ha rifiutato di lasciare che la sua cultura venisse distrutta. E i Kneecap sono più o meno la stessa cosa… non siamo andati via. I Paddy sono tornati».
Da un punto di vista di strategia artistica e di branding, l’annuncio di «FENIAN» è un caso studio. Dopo aver consolidato la loro base con l’album «Fine Art» e aver sperimentato con singoli «standalone» di ampio respiro (come le collaborazioni con Orbital e Sub Focus), i Kneecap scelgono di tornare al nucleo della loro missione: la politica, la lingua, la rivendicazione identitaria.
L’album sarà composto da 14 tracce e collaborazioni di peso con voci profondamente connesse a una certa idea di narrazione e resistenza, come la poetessa Kae Tempest e la cantante dei Lankum Radie Peat. Scegliere queste voci, e non solo nomi di tendenza, indica una curatela del messaggio precisa.
«Liars Tale» è il primo vero assaggio dell’album. Se i singoli degli ultimi mesi erano esplorazioni più elettroniche e accessibili, «FENIAN» promette di riportarci al cuore della rabbia intelligente, della mescolanza tra gaelico e inglese, del rap grezzo e della psichedelia che ha reso unici i Kneecap.
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The tracklisting for ‘FENIAN’ is:
‘Éire go Deo’
‘Smugglers & Scholars’
‘Carnival’
‘Palestine’ (ft. Fawzi)
‘Liars Tale’
‘FENIAN’
‘Big Bad Mo’
‘Headcase’
‘An Ra’
‘Cold At The Top’
‘Occupied 6’
‘Gael Phonics’
‘Cocaine Hill’ (ft. Radie Peat)
‘Irish Goodbye’ (ft. Kae Tempest)

































