Un pugno allo stomaco di 12 minuti firmato Móglaí Bap, tra memoria della madre, suicidio e la grazia inaspettata di un vecchio filmato in VHS.
C’è un modo nuovo per dire addio, e non è né gentile né silenzioso. Si chiama “Irish Goodbye”, ed è l’ultimo tassello dell’attesissimo album Fenian (fuori questo venerdì, 1° maggio, su Heavenly Recordings). Ma attenzione: qui non si tratta solo di un singolo. I Kneecap hanno partorito un cortometraggio di 12 minuti che funge anche da videoclip, con una comparsa d’eccezione – Kae Tempest – a cesellare il vuoto.
Il brano nasce dalla penna di Móglaí Bap (vero nome Naoise Ó Cairealláin) come una sorta di autopsia sentimentale. La madre, Aoife Ní Riain, se n’è andata nel 2020, suicidio. Lui non voleva scriverne. Poi, mesi dopo, un documentario su suo padre (presidente del Conradh na Gaeilge negli anni ’90) gli ha regalato qualcosa che non sapeva di avere: il primo video in cui vede sua madre viva. E felice.
“Non eravamo il tipo di famiglia con vecchie riprese domestiche. Solo foto. Vederla così, felice, mi ha spaccato dentro. È stato lì che ho capito che non erano i grandi gesti a mancarmi, ma le piccole cose: le passeggiate al parco, i rimproveri, i consigli spiccioli.”
Il corto, girato con attori del calibro di Deirdre O’Kane (Small Town: Big Story) e Liam Cunningham (Il Trono di Spade), mette in scena una famiglia che annaspa nella perdita – anche qui, il suicidio è un fantasma che si intravede tra le inquadrature. I Kneecap e Tempest rappano seduti attorno a un tavolo, come in una veglia profana. Poi, a chiudere, una dedica: “Per quelli che abbiamo perso e per quelli che non vogliamo perdere” – e il nome di Aoife.
Tempest, ospite sensibilissima, regala una performance che Móglaí Bap definisce “vulnerabile ed emotiva. Un momento speciale per noi”.
Ma è il post Instagram del rapper a fare davvero male, con la pulizia di una ferita ancora aperta. Racconta di un’altra canzone, MAM (2020), scritta quando sua madre era ancora viva ma malata di depressione. “L’idea era: se la scrivo, magari la ascolta e capisce il suo valore. Ma le dissi che non era ancora finita, che gliel’avrei suonata la settimana dopo. Era già troppo tardi.”
E poi l’affondo, che suona come un’ancora per chiunque stia affogando in un lutto simile:
“Non è colpa tua. Non è colpa di nessuno. Devi solo attraversarlo. La terapia mi ha salvato. La nostra generazione può chiedere aiuto. Dovrebbe.”
Irish Goodbye, prodotto da Dan Carey, è il quarto singolo estratto da Fenian. Nel frattempo, i Kneecap continuano a non abbassare la testa: ultima trovata, una lettera di protesta contro la partecipazione di Israele all’Eurovision, un concerto a Cuba con Jeremy Corbyn, e un’estate di date sold-out tra cui il loro show più grande mai annunciato al Crystal Palace Park di Londra.
Ma oggi, per una volta, la politica cede il passo al personale.
E il messaggio finale di Móglaí Bap è disperatamente semplice:
“Ascoltate questa canzone. Guardate il video. Se qualcosa vi scatta dentro, sarà già un sollievo. Non potete portarvi questo peso addosso e darvi la colpa per sempre. Si può uscirne. Si può.”
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