Sono passati dieci anni da Sol Invictus. Dieci anni senza un disco. Otto senza un concerto. Poi, improvvisamente, il silenzio si è fatto rumoroso. I Faith No More hanno oscurato i loro profili social lasciando solo il logo della band sovrapposto a una folla urlante e una data: 2027. Un numero. Un’ancora. O forse solo un altro scherzo del destino.
Cosa significa? Partiamo dalle certezze (poche). La foto non è nuova: è uno scatto dal vivo, probabilmente un’arena strapiena. Non c’è un album annunciato, non c’è una canzone, non c’è un comunicato ufficiale. C’è solo quel “2027” che brucia sullo sfondo. E per una band che ha sempre costruito la propria carriera sulle aspettative disattese e sugli improvvisi colpi di scena, potrebbe voler dire tutto e niente.
Ma qualcuno ha già cominciato a tirare i fili. Il settimanale dell’industria live Pollstar riporta che i Faith No More avrebbero firmato un accordo globale con il promoter brasiliano 30e, gli stessi che gestiscono i tour dei System of a Down. E la notizia non è banale, perché 30e non è un promoter qualunque: è una macchina da guerra che sa costruire eventi monumentali senza trasformarli in carnevalate.
Le parole del manager storico della band, Tim Moss, gettano benzina sul fuoco:
“I Faith No More non hanno mai seguito un percorso convenzionale, ed è esattamente per questo che questa partnership con 30e ha senso. Portano una prospettiva fresca, una profondità strategica reale e un’ambizione globale che si allinea con la visione della band. La cosa più importante è che capiscono come costruire qualcosa di significativo attorno alla band senza compromettere ciò che rende unici i Faith No More.”
Tradotto: non sarà un tour a caso, non sarà l’ennesima reunion nostalgia, non sarà il solito carrozzone. Se i FNM torneranno, lo faranno a modo loro. Che poi è sempre stato l’unico modo che conoscono.
Ma c’è un altro elemento che rende tutto più fragile e umano. Nel 2021, Faith No More e Mr. Bungle avrebbero dovuto suonare. Poi il nulla. Mike Patton pubblicò una dichiarazione che ancora oggi fa male leggerla:
“Mi dispiace riferire che per motivi di salute mentale, non posso proseguire con le date attualmente programmate di Faith No More e Mr. Bungle. Ho problemi che sono stati aggravati dalla pandemia e che in questo momento mi stanno mettendo alla prova.”
Quelle parole hanno sospeso il respiro di migliaia di fan. E da allora, Patton ha scelto strade laterali: il progetto con gli Avett Brothers (un album lo scorso anno, tour in chiusura proprio in questi giorni), collaborazioni, sperimentazioni. Ma il grande carro armato FNM è rimasto fermo in garage.
Eppure, oggi, qualcosa si muove. Roddy Bottum, tastierista e anima scenica della band, ha ripostato l’immagine sul suo Instagram personale. Non un commento, non un like, solo la foto. Ma quando Roddy condivide, è come se accendesse un faro.
Cosa succederà nel 2027? Forse un tour mondiale. Forse un nuovo disco. Forse un live in una grotta o in un deserto. Forse nulla. Perché i Faith No More sono maestri nel giocare con l’attesa, nel trasformare il silenzio in dichiarazione, l’assenza in presenza.
Nel frattempo restiamo in attesa perché se c’è una band che merita di tornare senza scuse, senza filtri, senza compromessi, sono loro. E se il 2027 sarà l’anno del ritorno, allora sarà anche l’anno in cui il rock si ricorderà di essere stato, per un breve istante, imprevedibile.
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