Si chiamano Dragonflies e sono l’ultima creatura nata dall’incontro tra due generazioni di musicisti visionari. Da una parte Dhani Harrison (nella foto), figlio del compianto George Harrison e custode di un’eredità musicale senza tempo; dall’altra Nigel Godrich, produttore leggendario il cui nome è legato a capolavori come OK Computer e Sea Change. Il loro omonimo album d’esordio uscirà il 18 settembre su Dark Horse Records/BMG, e il primo assaggio è già disponibile.
Il brano d’apertura, “Slower”, è stato anticipato da un video d’eccezione firmato da Ruffmercy – lo stesso regista che ha lavorato con i 1975 e You Me At Six – che ha realizzato un clip interamente disegnato a mano, dallo stile impressionista e fluttuante, perfettamente in sintonia con l’atmosfera del pezzo.
Ma è il dietro le quinte a raccontare meglio l’intesa tra i due. Harrison, che nel disco suona chitarra e canta, ha spiegato il metodo di lavoro con Godrich in termini molto pratici: “Lui ha opinioni fortissime su ciò che vuole sentire, e per me è molto stimolante. Non è mai una lotta, ma un confronto costruttivo.” E Godrich ha ribadito la sintonia del duo: “È come se uno lanciasse qualcosa in aria e l’altro la riprendesse al volo. È un gioco di fiducia.”
A completare il quadro sonoro, due collaborazioni di peso: alle percussioni c’è Joey Waronker, compagno di Godrich negli Ultraísta e già batterista per R.E.M. e Beck; agli archi, invece, firma David Campbell, padre di Beck e già arrangiatore proprio per Sea Change (2002), quell’album che Godrich produsse con il figlio. Un cortocircuito familiare e artistico che rende Dragonflies non solo un progetto parallelo, ma un tassello importante in una rete di influenze che attraversa decenni di musica.
https://www.dhaniharrison.com/dragonflies
https://www.instagram.com/Dhaniharrison/
https://www.facebook.com/DhaniHarrisonOfficial/

































