Un rapporto dell’Association of Independent Festivals (AF) rivela che il colosso dell’intrattenimento controlla il 66% dei biglietti per i concerti più importanti. La richiesta all’authority antitrust britannica: “Indagate e spezzate questa posizione dominante”.
La musica live è in pericolo, e non è solo una questione di gusti. Lo strillo d’allarme arriva dall’Association of Independent Festivals (AIF), l’organizzazione che riunisce i festival indipendenti del Regno Unito, che ha pubblicato dati shock su quello che definisce senza giri di parole il monopolio di Live Nation.
Secondo l’analisi dell’AIF, basata su 23 milioni di biglietti in vendita per concerti in arena, stadi e spazi all’aperto nel 2025, Live Nation – direttamente o attraverso società affiliate – controlla il 66.4% di questo mercato . Una percentione mastodontica, che supera di gran lunga non solo la soglia di monopolio del Regno Unito, fissata al 25%, ma anche quella di “posizione dominante”, che è del 40% .
Per supportare le sue accuse, l’AIF ha portato un esempio concreto: la programmazione di settembre alla Co-Op Live di Manchester. Su otto concerti in cartellone, ben sei – il 75% – erano controllati da Live Nation . Artisti come Vybz Kartel, Tom Grennan e Lil Baby hanno suonato per un tour firmato dal colosso, mentre solo due serate (quelle di Tom Grennan e dei Simply Red) erano gestite da promoter indipendenti come SJM e Kilimanjaro Live .
“Sulla base della nostra analisi, riteniamo che ci siano elementi per affermare che Live Nation potrebbe essere ritenuta responsabile di comportamenti anticoncorrenziali e, pertanto, raccomandiamo che la Competition and Markets Authority apra un’indagine”, ha dichiarato il CEO di AIF, John Rostron .
Di fronte a queste accuse, Live Nation non è rimasta a guardare. Durante una sessione di audizione del Comitato per le Imprese e il Commercio del Parlamento britannico lo scorso giugno, i vertici dell’azienda hanno duramente contestato i dati dell’AIF .
Un portavoce di Live Nation ha affermato che l’associazione ha gonfiato del 368% il volume dei loro biglietti, bollando di conseguenza ogni inferenza sul market share come “non credibile e fuorviante” . Nello specifico, hanno anche smentito di aver promosso alcuni degli show citati all’esempio di Manchester, come quello di Lewis Capaldi e degli OneRepublic .
La battaglia in UK non è un caso isolato, ma il riflesso di un malcontento globale verso le pratiche di Live Nation e della sua consociata Ticketmaster.
Stati Uniti: Il Dipartimento di Giustizia americano, insieme a 30 stati, ha intentato una causa antitrust chiedendo esplicitamente la scissione di Live Nation e Ticketmaster, accusate di soffocare la concorrenza e danneggiare fan e artisti .
Australia: Anche in Australia montano le pressioni per un’indagine dell’ACCC (l’authority della concorrenza locale), con l’ex ministro della cultura Peter Garrett che ha accusato Live Nation di “abuso del potere di mercato” .
Regolamentazione UK: recentemente la Competition and Markets Authority (CMA) britannica ha costretto Ticketmaster a modificare le sue pratiche di vendita in seguito al caos per i biglietti degli Oasis, imponendo una maggiore trasparenza sui prezzi .
Questo scontro non riguarda solo i mega-concerti negli stadi. Un mercato così concentrato ha ripercussioni a catena su tutto l’ecosistema musicale.
I piccoli festival e le realtà indipendenti faticano a sopravvivere in un ambiente dove un unico attore controlla artisti, venue, ticketing e promozione . Questo può limitare la diversità delle proposte musicali, mettere in difficoltà i locali più piccoli (la cui margine di guadagno è crollato al 3% secondo alcune ricostruzioni ) e, in definitiva, impoverire la scena alternativa da cui spesso nascono le innovazioni più interessanti.
La posta in gioco, quindi, è alta. Mentre Live Nation procede con una forte espansione internazionale e gli analisti di Wall Street discutono sul suo potenziale di crescita , la risposta delle autorità antitrust britanniche e mondiali a queste accuse potrebbe ridisegnare il futuro della musica live per tutti.
https://www.instagram.com/aif_uk/

































