Ci sono band che rincorrono i riflettori. E poi ci sono i Van Pelt, che da sempre li schivano con la grazia di chi sa che la verità sta nei dettagli, nelle note che non vuoi far sentire a tutti. Dopo il ritorno sorprendente di Artisans & Merchants (2023), il quartetto di New York – guidato dalla penna cesellata di Chris Leo e dal chitarrista Sean Greene – si prepara a calare il sipario sul quinto album in studio, Remain Obscure, in uscita il 18 settembre su Wrong Speed Records mentre in Italia, che ha avuto sempre una particolare attenzione per la band, uscirà per La Tempesta records.
Undici tracce registrate tra il 2024 e il 2025 al Retromedia Sound Studios nel New Jersey, con il fedele Adam Vaccarelli. Ma qui non si tratta di un semplice “ritorno in sala”. I Van Pelt hanno chiamato a raccolta vecchi e nuovi complici: Liam Bornowski al pedal steel, MJ Hancock al sax synth, la voce di Sarah Schimeneck e il pianoforte di Alicia Testa. Un allargamento della famiglia che non tradisce il suono torbido, letterario, sospeso tra la tensione di Slint e l’eleganza scarna di Television, ma lo piega in forme inaspettate. Come un racconto che conosci a memoria, ma che a ogni rilettura ti svela un nuovo dettaglio inquietante.
E di racconti, appunto, si tratta. Perché la tracklist di Remain Obscure suona già come una raccolta di storie brevi: titoli come “Linens Should Be Freshly Pressed”, “City of Dead Ends” e “Death by a Solid Argument” fanno sorridere amaro, come solo Leo sa fare. Quella stessa ironia sottile che già scorreva nei giorni dei Native Nod, prima che il post-hardcore diventasse un’etichetta da museo.
I Van Pelt sono nati a metà anni ’90 da un’idea universitaria, hanno pubblicato due dischi seminali per la Gern Blandsten, si sono sciolti, sono tornati nel 2010 come un fantasma che non chiedeva permesso, e hanno dato alle stampe Artisans & Merchants dopo vent’anni di silenzio. Con Remain Obscure non cercano redenzione, non cercano consensi. Cercano solo di rimanere fedeli a quella tensione irrisolta che li ha sempre resi unici.
Il disco uscirà per Wrong Speed Records, la label inglese fondata da ex membri di Comet Gain e Hey Colossus – due nomi che non a caso sanno di passione autentica e di rifiuto delle mode. Ma l’album ha anche una label italiana, La Tempesta, che è stretamente collegata al gruppo Tre Allegri Ragazzi Morti.
I dettagli sui formati fisici sono ancora avvolti nel mistero ma intanto potete ascoltare il singolo“Kris Is Riding Horses In Ojai”.
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