Ci sono momenti in cui il rock sembra essersi dimenticato di essere un’arte primordiale, fatta di riverbero, polvere e cuore in gola. E poi c’è Neil Young, che a 80 primavere (e passa) suonate come fendenti, arriva a ricordarcelo con un’11-minuti di puro, inarrestabile nitrato d’argento. Il vecchio coyote ha appena sganciato la title track del suo nuovo album con i Chrome Hearts, Second Song, e già si respira l’odore di una dichiarazione d’intenti: qui non si scherza, si suona come se il mondo stesse per finire e l’unica salvezza fosse un assolo di Les Paul che graffia il cielo.
Il nuovo singolo, che potete ascoltare in fondo a questo articolo, è la porta d’ingresso per un disco che uscirà il 18 settembre su Reprise Records. E attenzione, perché il menù è da intenditori: sette tracce totali, di cui cinque inedite fresche fresche e due gemme rimaste sepolte nei cassetti della memoria, risalenti nientemeno che agli anni Sessanta. Sì, avete letto bene: Neil ha scovato due fantasmi del suo passato e li ha resuscitati con il suono al vetriolo dei Chrome Hearts, come se il tempo fosse solo un’illusione ottica.
Second Song segue le orme di Talkin’ to the Trees, il disco d’esordio della sua nuova creatura bandistica uscito lo scorso anno. Un’entità, quella dei Chrome Hearts, che non è solo un gruppo, ma un vero e proprio stato mentale: Young e i suoi compagni di viaggio sono tornati a registrare tra le stesse mura sacre degli Shangri-La Studios, con la stessa sacra triade di produttori. Al fianco del leggendario Lou Adler, troviamo infatti i cosiddetti “Volume Dealers”, ovvero lo stesso Neil Young e il fedelissimo Niko Bolas, pronti a spingere i fader fino al punto di rottura per catturare quella tensione che solo la vera musica sa generare.
Ma c’è un retroscena che rende questo annuncio ancora più dolce e amaro. Il disco arriva a soli tre mesi di distanza da una vicenda che sa di beffa e di giustizia poetica: la celebre azienda di abbigliamento Chrome Hearts ha infatti ritirato la sua causa per presunta violazione del marchio nei confronti di Young. Dopo mesi di battaglie legali, il gigante del lusso ha abbassato le armi, lasciando che la musica riprendesse il suo corso. E chissà che questo Second Song non sia anche una silenziosa, devastante rivincita.
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