Introdotto e presentato da tre dinamicissimi singoli, Brussels Is Haunted, The Light That Surrounds You e Take Me By The Hand, Apples for Isaac, il 13simo album di inediti della storica band new wave di Liverpool è uscito in settembre dopo 12 anni dal precedente Metereorites e dalla compilation del 2018 The Stars, the Oceans & the Moon ricevendo subito ottime recensioni (4/5 o 8/10) da riviste del settore come Mojo, Classic Pop, Uncut.
Il titolo non è casuale: se il precedente disco si intitolava Meteoriti, e la raccolta guardava a Stelle, Oceani, e Luna, è tempo per Ian Mc Culloch e soci di tornare sulla Terra, spinti dalla forza di gravità musicale. La struttura musicale di questo disco infatti è concreta, terrena, asciutta, tutt’altro che eterea, e allontana la band dal dream pop tentato nelle ultime prove, per riportarla a un suono molto pop rock, di cui però, diciamolo subito, si è persa l’influenza new wave che avevano album classici come Heaven up Here, Porcupine e Ocean Rain, che poi sono, oltre il disco omonimo del 1987 e l’esordio con Crocodiles, i veri e unici dischi della band nel suo formato originale.
La band, di cui oggi rimane solo il duo storico Ian Mc Culloch e Will Sergeant, si presenta con Ste Brannan al basso (che ha sostituito il terzo membro storico Les Pattinson), Simon Finley alla batteria, Mike Smith e Peter Riley, anche se in questo disco 10 su 11 tracce hanno visto alla batteria comparire Clem Burke, storica amicizia di Ian, che però è passato a miglior vita durane le registrazioni. Motivo per cui l’album affronta anche la tematica della mortalità (The lights that surround you, Unstoppable Force) per una band che peraltro perde per la seconda volta per il motivo più drammatico il suo batterista di punta (Pete De Freitas, all’epoca della morte per incidente stradale già uscito dal gruppo).
Il disco inizia con una dinamica potente: Take me By the Hand, Can’t Be Sold e Brussels is Haunted sono un terzetto di canzoni fresche e grintose dal ritmo veloce che si collocano subito nella atmosfera post-punk che ha caratterizzato gli esordi del gruppo, come anche, più avanti, Hijacked., e questo gruppo di canzoni costituisce in qualche modo il blocco identificativo dello stile del disco.
Ma solo la splendida e decisamente eighties Brussels is Haunted ne recupera anche la dimensione new wave. Durante l’intero disco, la ritroveremo solo verso il finale, con la bellissima Labs Rats Ran, grazie soprattutto al suo riff di chitarra ecoizzato.
I’ll be your Sunshine è invece una quasi inedita ballata mid-rythm, che per soluzione ritmica e scelta melodica finisce per essere incompiuta e non prendere alcuna direzione convincente come pure Unstoppable Force, che perlomeno si dichiara autenticamente ballad, e vuole essere sin dall’inizio romantica senza ambiguità.
The Honey si inserisce all’interno dei pezzi più new wave del disco, insieme con Brussels is Haunted e Labs Rats Ran, ma anche queste canzoni, in cui i fan troveranno lo spirito più puro della band (e non è cosa da poco dopo 46 anni dall’esordio) non hanno, come del resto è ovvio che sia, la verve dei pezzi classici, soprattutto per la perdita di brillantezza e tono acuto (sob!) della allora splendida voce di Ian.
Meglio allora forse scoprire melodie e atmosfere nuove come in The Light that Surrounds You, dolce ma non retorica, melodica e eterea quanto basta ma assolutamente convincente. Oppure apprezzare un rock più deciso in Asimov, o un rock-pop lustrato quanto basta in We Prayed in the Dark.
Siamo molto lontani insomma dalla new wave frizzante degli esordi, per la quale la band si muoveva intorno ad atmosfere non dissimili da quelle che hanno reso famosi i Simple Minds dei primi anni ’80 (e che forse avrebbero dovuto riconoscere anche ai Bunnymen un maggiore successo internazionale), ma Apples for Isaac si fa apprezzare per la riuscita ensemble melodica, l’intervento di una scelta di strumenti più ampia dell’impianto classico, e la ricerca molto onesta di nuovi orizzonti, pur non perdendo la dinamica di base della band.
https://www.bunnymen.com/
https://www.instagram.com/officialbunnymen
https://www.facebook.com/thebunnymen
































