Il dodicesimo disco in studio della band newyorkese esce il 26 febbraio 2027 per BMG. tredici tracce con Johnny Marr, Glen Matlock, Zach Condon dei Beirut e Lucius. il primo singolo “Spectral Eyes” è scritto da Marr e apre il disco.
I Blondie sono tornati. A nove anni di distanza da “Pollinator”, Debbie Harry e Chris Stein hanno annunciato “High Noon”, il loro dodicesimo album in studio, in uscita il 26 febbraio 2027 per BMG . Tredici canzoni che mettono insieme l’anima punk-rock della band con influenze dance e ritmi latini, e che rappresentano l’ultima testimonianza discografica del batterista Clem Burke, scomparso nell’aprile 2025 dopo una battaglia contro il cancro .
Ad anticipare il disco è “Spectral Eyes”. Il pezzo è scritto da Johnny Marr, che suona anche la chitarra, e apre la tracklist. Il brano ha un ritmo energico, riff di chitarra luminosi e un ritornello che riporta immediatamente al suono che ha reso celebri i Blondie. Marr non è nuovo a collaborazioni con la band: aveva già partecipato a “Pollinator” nel 2017.
“High Noon” non è un disco solista di Debbie Harry e Chris Stein. La band ha chiamato a raccolta una serie di collaboratori che attraversano generazioni e generi. Glen Matlock, bassista originale dei Sex Pistols, ha scritto “Sleepwalking” . Chris Stein ha scritto “Heartbreak Kid” pensando a Johnny Thunders, il chitarrista dei New York Dolls scomparso nel 1991. Ci sono poi Zach Condon dei Beirut, e Jess Wolfe e Holly Laessig dei Lucius.
C’è anche un pezzo che riporta indietro nel tempo: “Little Metal Drummer” era stata originariamente registrata da Jimmy Destri, tastierista storico dei Blondie, per il suo primo album solista “Heart on a Wall” del 1981. Quella versione vedeva già la partecipazione di Harry e Burke.
C’è un elemento che rende “High Noon” diverso da qualsiasi altro album dei Blondie. È l’ultimo disco inciso con Clem Burke. Il batterista, che aveva contribuito a definire il suono della band fin dagli esordi, è morto il 6 aprile 2025 all’età di 70 anni. Aveva suonato in tutti gli album in studio del gruppo, da “Blondie” del 1976 fino a “Pollinator”. Il suo drumming potente e nervoso era parte integrante di brani come “Heart of Glass”, “Call Me” e “One Way Or Another”.
Le sessioni di “High Noon” erano iniziate nel 2022 a New York, con il produttore John Congleton, già al lavoro su “Pollinator”. La registrazione era stata completata prima della scomparsa di Burke, anche se la band non poteva sapere che quelle sarebbero state le sue ultime incisioni.
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