Neil Young si ferma. O, meglio, rallenta. Il cantautore canadese ha annunciato una pausa dalle esibizioni dal vivo in Europa, dichiarando senza troppi giri di parole che “questo non è il momento” per tornare sul vecchio continente. Una frase semplice, ma sufficiente a spegnere – almeno per ora – le aspettative di migliaia di fan.
Le date previste per il 2026 lo avrebbero riportato anche in Italia, con due appuntamenti molto attesi: il 14 luglio a Lucca e il 16 luglio a Codroipo, in Friuli. Concerti che si preannunciavano come eventi speciali, capaci di richiamare pubblico da tutta Europa, e che ora finiscono inevitabilmente in stand-by.
Neil Young compirà 80 anni quest’anno, un traguardo che porta con sé non solo celebrazioni, ma anche la necessità di ascoltare il proprio corpo e i propri tempi. Dopo una carriera monumentale, fatta di dischi fondamentali, svolte radicali, battaglie civili e concerti leggendari, è comprensibile che la vecchiaia inizi a farsi sentire. E forse, più che una rinuncia, questa pausa va letta come un atto di lucidità e rispetto verso sé stesso e il pubblico.
Negli ultimi anni Young ha dimostrato più volte di non voler scendere a compromessi, né artisticamente né umanamente. Anche questa scelta sembra muoversi nella stessa direzione: niente tour “forzati”, niente apparizioni a mezzo servizio. Se e quando tornerà, sarà alle sue condizioni.
Per ora resta l’amarezza per due concerti mancati, ma anche la consapevolezza di avere davanti un artista che ha già dato tantissimo e che, proprio per questo, merita il tempo necessario per ritrovare energie e ispirazione. L’augurio è semplice e condiviso: rivederlo presto su un palco europeo, magari proprio sotto il cielo estivo italiano, con una chitarra, una voce ancora ruvida e nuove storie da raccontare.
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