la band di m. sandman torna a pubblicare un disco completo a 25 anni dalla scomparsa del frontman. otto tracce registrate nel 1998 e rimaste nel cassetto fino ad oggi
A distanza di oltre due decenni, i Morphine tornano con un album che sembrava destinato a restare sepolto per sempre. Si intitola “Cocoon”, è composto da otto brani, e nasce da sessioni iniziate e poi abbandonate nel 1998, appena un anno prima della morte di Mark Sandman, avvenuta sul palco durante il festival Nel Nome del Rock, in Italia precisamente a Palestrina (RM).
I membri sopravvissuti della band si sono riuniti per portare a termine quel lavoro rimasto incompiuto. “Cocoon” rappresenta il primo disco completo dei Morphine dai tempi di “The night”, quinto album pubblicato postumo nel 2000 per la DreamWorks. L’uscita è fissata per il 4 dicembre via Partisan records, e ad accompagnare l’annuncio c’è un video d’archivio dedicato proprio alla title track, visibile qui sotto.
Le sessioni del 1998 erano state prodotte da P.Q. Kolderie e S. Slade, storico duo di produzione dei Morphine, già al lavoro con i Radiohead di “Pblo Honey” e con i Hole di “Live through this”. Kolderie, insieme alla compagna di Sandman, S. Hrechdakian, ha recuperato e valutato i nastri originali, che oggi costituiscono la base di “Cocoon”. “Sono rimasto sbalordito dal suono delle tracce quando le ho rimontate in studio”, ha raccontato Kolderie nelle note stampa. “È stato davvero giusto riportarle fuori dalla cripta e restituirle al mondo”.
Per completare il disco, Kolderie ha realizzato nuovi missaggi, mentre D. Colley ha registrato nuove parti di sax su tre brani. Rispetto alla maggior parte del catalogo dei Morphine, da sempre esercizio di minimalismo rock, queste registrazioni includono pianoforte, chitarra e il contributo di diversi batteristi. Del resto, già “The Night” era stato il primo lavoro inciso in quartetto, anziché nel consueto trio, grazie agli apporti di J. Deupree e del suo sostituto B. Conway.
“Tornare su queste registrazioni anni dopo è stata un’esperienza surreale”, ha aggiunto Colley. “Era come avere un piede nel passato e uno nel presente, con il mio sax a fare da ponte”.
I Morphine si sciolsero ufficialmente nel 1999, subito dopo la scomparsa di Sandman per infarto. Hrechdakian, alludendo al titolo del disco, ha spiegato: “Mark amava esibirsi e girare il mondo, ma amava anche tornare a casa e chiudersi nel suo bozzolo. Era la nostra casa e il suo studio, quindi c’era sempre musica in corso, nastri che giravano, amici che passavano a ogni ora, cucina in abbondanza. I testi parlano della difficoltà di stare lontani dagli affetti durante i tour e della gioia del ritorno. C’è anche questo filo conduttore di viaggi spaziali che attraversa tutto l’album, per cui immagino il bozzolo come una sorta di astronave per due che lasciano il mondo e poi ci ritornano”.
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