Da San Francisco la nuova era della band post-metal. Il tour nordamericano di reunion, con una formazione rinnovata e sei brani tratti da “An Undying Love For A Burning World”, li proietta all’estate 2027 e potrebbe riservare sorprese anche per il pubblico europeo, con qualche data italiana tutt’altro che improbabile.
I Neurosis sono tornati sul palco per una vera tournée, e lo hanno fatto nel modo in cui questa band è abituata a fare le cose: senza troppi annunci, con un suono che non lascia spazio a dubbi. Due settimane fa la band ha aperto al Fillmore di San Francisco la prima delle due serate nello storico locale californiano, dando il via a un tour nordamericano che si chiuderà il 2 gennaio a Los Angeles.
Si tratta del primo ciclo di date completo dopo il ritorno sulle scene avvenuto all’inizio del 2026. Nella scorsa estate i Neurosis avevano suonato solo un paio di concerti isolati, tra cui il Fire in the Mountains Festival nel Montana a luglio e una data con gli Acid Bath ad Asheville, in North Carolina, a inizio settembre .
Il tour segna il debutto dal vivo su larga scala della formazione rinnovata. Aaron Turner, già frontman di ISIS e SUMAC, è entrato nella band come cantante e chitarrista al posto di Scott Kelly, allontanato nel 2019 e la cui vicenda giudiziaria è diventata di pubblico dominio nel 2022. La presenza di Turner non è una semplice sostituzione: il suo apporto vocale e chitarristico ha ridefinito l’equilibrio del suono dei Neurosis, e dal vivo questa nuova dimensione ha trovato una sua coerenza.
La band suona compatta, e la doppia voce di Turner e Steve Von Till funziona come un meccanismo collaudato. Non è la stessa cosa di prima, ma i Neurosis non hanno mai fatto mistero di essere una creatura in evoluzione.
Mentre il tour nordamericano prosegue, l’attenzione si sposta già verso la primavera. I Neurosis hanno confermato la loro presenza al Roadburn Festival di Tilburg, nei Paesi Bassi, in programma dal 15 al 18 aprile 2027 . Non sarà una data qualsiasi: la band suonerà due set distinti, e per il pubblico europeo si tratta del primo ritorno dal vivo in oltre sette anni.
Steve Von Till ha spiegato così la scelta di ricominciare dall’Europa: “Ci sono pochi posti al mondo che sembrano casa per la nostra musica come Roadburn, dove siamo in compagnia di spiriti affini che condividono la nostra ossessione per una musica pesante, emozionale, indipendente e senza confini di genere”.
Ma Roadburn potrebbe essere solo l’inizio. Se il festival olandese rappresenta il punto di ripartenza europeo, è ragionevole pensare che la band possa aggiungere altre date nel Vecchio Continente nel corso dell’estate 2027. E l’Italia, con la sua scena post-metal storicamente ricettiva e un pubblico che ha sempre risposto presente alle tournée dei Neurosis, è tra i candidati naturali per una tappa. Al momento non ci sono conferme ufficiali, ma la combinazione tra la portata del ritorno e la tradizionale accoglienza italiana rende l’ipotesi tutt’altro che peregrina.
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