Nel recensire “So Much for Goodbyes” di Billy Strings si è scritto in apertura: ‘Stavo ascoltando “The Guitar Is A Weather Event, Even”, l’ultimo bel singolo di Brandon Seabrook con Bill Frisell, Rashaan Carter e Marcus Gilmore…’…; ebbene, quel bel singolo ora è parte dell’altrettanto bel disco dal titolo “Utility Modern” (Out Of Your Head Records).
Con Brandon Seabrook (electric and acoustic guitars, banjo), Bill Frisell (electric and acoustic guitars), Rashaan Carter (bass), Marcus Gilmore (drums) per un lavoro che gira a pieno regime tra jazz, fusion, progressive…
Se Bill Frisell era una mia vecchia conoscenza, imprescindibili da ragazzo gli ascolti dei suoi splendidi dischi pubblicati a cavallo tra la fine degli anno Ottanta e gli inizi dei Novanta (“Lookout for Hope”, “Before We Were Born”, “Where in the World?”; su di una rivista credo, lessi poi del suo “Have a Little Faith”), Brandon Seabrook è stata conoscenza più recente che mi ha da subito colpito per la sua capacità di spaziare sulle corde…
Passando all’ascolto di “Utility Modern”, “Crater For Ascending Angles” evoca in apertura classicismi progressive in stile Genesis anni settanta lasciando (quasi) l’ascolto in attesa della voce di Peter Gabriel, salvo poi virare su ritmiche di basso alla Jaco Pastorius e libere destrutturazioni di chitarra.
“The Serial Fabulist” è un rincorrersi in discesa di fraseggi di chitarra… verso spazi di libera improvvisazione.
Se “Star-Crossed Phantasms” gioca con le ritmiche, con i cambi di mood e di ambientazioni… lasciando spazio anche alla batteria in assolo, “Once Upon A Time In The Quest” è notturna e profonda con le chitarre a tessere trame prima che il tutto esploda e si solidifichi tra echi ai confini del progressive.
Mentre “Document and Tapestry” sona rarefatta… segnando il primo momento “interlocutorio” del disco e meno ispirato considerando anche i suoi quasi otto minuti di durata, “Membrane Soundtable” ravviva con il suo cuore da country-folk deviato, con il suo banjo suonato anche con l’archetto.
Ed eccoci a “The Guitar Is A Weather Event, Even”, composizione che tanto aveva attirato la mia attenzione… e che non delude nemmeno al suo ennesimo ascolto; un brano in cui i mirabili intrecci di chitarra richiamano quelli di Robert Fripp e Adrian Belew in chiave jazz fusion. È come se Allan Holdsworth avesse incontrato i King Crimson degli anni Ottanta.
Chiude “Tapestry and Document”, che come “Document and Tapestry” rivela (in parte) di un’eccessiva “inconcludenza” malgrado il suo netto cambio…
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