Oramai è certo che le nuove tecnologie e relative applicazione social saranno sempre più il volano dello sviluppo della musica, e non solo per la divulgazione di questa forma d’arte.
L’esempio che vi presentiamo è lampante anche se primordiale.
Dal vostro profilo Facebook (ah! non avete un profilo sul famoso social net? …zzi vostri!) provate a connettervi su www.thefacehawk.com.
Ovviamente procedete la navigazione accettando di condividere le informazione del vostro profilo e magicamente vi ritroverete ad ascoltare un brano dei Big Data e vedere a mò di videoclip tutte le vostre fotografie, post, commenti diventare una clip.
Il brano del duo newyorkese è intitolato Dangerous ed è composto dal producer elettronico Alan Wilkis e dal cantante Daniel Armbruster ma il creatore del progetto visuale è Rajeev Basu,
L’iniziativa promozionale per la band è senz’altro di grande effetto ma in molti si stanno domandando quanto sia facile tracciare e reperire i nostri dati personali.
Se dei “semplici” smanettoni riesco a produrre tutto ciò figuriamoci esperti hacker e maghi del computer cosa riescono a fare.
Per ora vi strapperà un sorriso, subito dopo vi farete un mucchio di domande, e giusto per rafforzare i vostri dubbi guardate anche questo vecchio video virale che vi farà comprendere ancora meglio quanto possa essere disagevole non curare la propria privacy.
Scongelati dopo cinque inverni: tornano gli Iceage con “Star”
Ci sono voluti cinque lunghi anni, ma il silenzio è finalmente stato rotto. I danesi Iceage, una delle realtà più...
































