In questo periodo si sprecano le classifiche su quelle che sono state le migliori uscite discografiche degli scorsi dodici mesi. Se i media musicali compilano le loro graduatorie, talvolta in maniera bizzarra, anche gli artisti esprimono dei pareri sugli ultimi album dei “colleghi”.
Trent Reznor dei Nine Inch Nails, ad esempio, ha di recente scritto un articolo per l’Hollywood Reporter nel quale tesse le lodi sul full-lenght “The Next Day” del duca bianco: “Assomiglia ad un puzzle – ha un sound che non rispecchia quello che immaginavo. Continuo a scoprire nuovi aspetti del disco e delle sue liriche. Quella che prima mi sembrava una produzione alquanto scontata, adesso mi pare molto innovativa. Come ogni grande album, mostra le sue carte poco alla volta” e qui cominciano gli appunti nei confronti “Reflektor” della band canadese: “Anche dal punto di vista del marketing The Next Day rappresenta una ventata di freschezza. Non è tipo la campagna promozionale degli Arcade Fire che è partita un anno prima dell’uscita del disco. Era così sfiancante che alla fine dicevi – Ok, ho capito. Avete pubblicato un album e suonerete in ogni show televisivo del mondo”.
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