Il film tratto dal libro cult che ha definito skate, punk e hip-hop è finalmente pronto dopo oltre dieci anni di lavorazione. nel cast figurano Tony Alva, Henry Rollins, Chuck D., Stacy Peralta, LL Cool J, Ice-T, Jello Biafra e molti altri. in arrivo anche una nuova raccolta sui Dead Kennedys e la ristampa di “My Rules”
Glen E. Friedman ha finalmente tirato un sospiro di sollievo. Dopo oltre un decennio di lavoro, il suo documentario “The Fuck You Heroes” è completo. Il film, tratto dall’omonimo libro che ha definito un’epoca, dovrebbe debuttare nel corso di quest’anno.
Per chi non lo conoscesse, Glen E. Friedman non è semplicemente un fotografo. È stato il testimone visivo di tre culture che si sono intrecciate e hanno cambiato il volto della gioventù americana: lo skateboard, il punk hardcore e l’hip-hop. Ha iniziato a scattare a dodici anni, pubblicando la sua prima foto su SkateBoarder magazine a quattordici. È stato tra i primi a documentare la scena di Dogtown, quella degli Z-Boys, e poi i primi concerti dei Black Flag e dei Dead Kennedys a Los Angeles. Quando il punk hardcore è esploso a Washington D.C., lui era lì, a fotografare i Minor Threat. Poi è arrivato l’hip-hop, e Friedman è stato tra i primi a scattare i Run-DMC, i Public Enemy e i Beastie Boys, firmando le copertine di dischi che hanno fatto la storia.
Insomma, se avete in mente un’immagine iconica di Henry Rollins che urla, di Jello Biafra sul palco o dei Beastie Boys in versione ribelle, c’è una buona probabilità che l’abbia scattata lui. Non per niente il Washington Post lo ha definito “uno dei grandi della sua generazione”, e le sue foto sono esposte al Metropolitan Museum of Art e alla Smithsonian Institution.
Ora, a distanza di decenni, Friedman sta raccogliendo i frutti di quel lavoro. Nel film “The Fuck You Heroes” compaiono quasi tutte le persone ancora in vita ritratte nel volume originale, insieme a una manciata di ospiti a sorpresa di cui, per ora, non vuole svelare l’identità.
E il cast è semplicemente leggendario. Tra i protagonisti del documentario figurano Tony Alva, Henry Rollins, Chuck D., Stacy Peralta, Penelope Houston, Peggy Oki, Ian MacKaye, LL Cool J, Shepard Fairey, Tony Reflex, Rick Rubin, Jay Adams, Exene Cervenka, Darryl D.M.C. McDaniels, Lance Mountain, Lisa Fancher, Doug E. Fresh, Steve Olson, Chuck Dukowski, Ice-T, Marty Grimes, C.R. Stecyk III, Al Barile, Zack de la Rocha, Adam Horovitz, Duane Peters, King Tee, Q-Tip, KRS-One, Lee Quinones, Mike D., Ian F. Svenonius, Joey “Shithead” Keithley, Rodney Mullen, Russell Simmons, Darlene Ortiz, Dez Cadena, Christian Hosoi, Tom “Wally” Inouye, Jello Biafra, Paul “H.R.” Hudson, Kent Senatore, Paul Constantineau, Tom Groholski, Keith Morris, Jay Smith, Harley Flanagan, Alan “Ollie” Gelfand, Nadya Tolokonnikova, Joseph “Run” Simmons, Neftali Williams, Tony Hawk e lo stesso Glen E. Friedman.
“So che vi lascerà a bocca aperta e ispirerà le generazioni”, ha scritto Friedman, spiegando che il progetto è stato pensato per essere qualcosa di più di una semplice operazione nostalgia.
Per accompagnare l’uscita della pellicola, Friedman ha in cantiere anche una ristampa in formato ridotto, 9”x9”, di “Fuck You Heroes”. L’idea è duplice: da una parte permettere a chi non ha mai avuto l’originale di metterci le mani sopra, dall’altra offrire a chi possiede già la prima edizione una versione aggiornata con una qualità di stampa moderna, senza dover spendere cifre folli sul mercato dell’usato.
Non è l’unico progetto in arrivo. Friedman ha annunciato anche “We’ve Got a Bigger Problem Now: The Dead Kennedys Photographs”, una nuova raccolta dedicata alla band di Jello Biafra, pubblicata da Akashic Books. Il volume raccoglie immagini iconiche e scatti mai visti prima, realizzati tra il 1980 e il 1982 a Los Angeles, quando Friedman stava ancora lavorando per SkateBoarder magazine e i Dead Kennedys erano tra i primi gruppi che si era trovato a fotografare. Il libro include contributi testuali di Shepard Fairey, Ian F. Svenonius e dello stesso Jello Biafra.
C’è poi il capitolo “My Rules”. La storica photozine autoprodotta nel 1982, che all’epoca vendette diecimila copie diventando la zine più diffusa del periodo, tornerà in una nuova edizione per Beyond the Streets. Friedman la descrive come una riproduzione fedele dell’originale, ma in copertina rigida e con una piccola sorpresa per i collezionisti.
Per un fotografo che ha documentato i momenti più ruvidi di skate, punk e hip-hop, il 2026 si preannuncia come un anno di bilancio e, allo stesso tempo, di rilancio. I fan della vecchia guardia e i più giovani avranno materiale per entrambi i fronti.
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