Sono passati decenni, ma il riverbero di quelle note gelide non si è mai spento. Ora i Joy Division, o meglio chi per loro, ci costringono a rituffarci nell’abisso con un cofanetto che non è solo una raccolta, ma un’autopsia sonora della loro breve, fulminante parabola.
Non chiamatelo semplice “box set”. Quello che la mitica formazione di Manchester ha in serbo per i devoti e per i nuovi adepti è un monumento di polvere e luce: ‘Eternal (Live)’. La release ha un’aura di solennità da un rito funebre e promette di amplificare questa sensazione.
L’operazione è mastodontica, quasi sacrilega nella sua completezza. Stiamo parlando di 14 CD che racchiudono l’audio di 16 performance live. Una vera e propria spedizione archeologica nel suono, che attinge a ogni fonte disponibile: dalle polverose audiocassette registrate dai fan nei club più sudici, ai preziosi master da soundboard, fino alle registrazioni radiofoniche che hanno fatto da colonna sonora a un’epoca. Ogni fruscio, ogni distorsione, ogni feedback di quei concerti è stato riesumato e fatto rivivere.
Il tutto è stato affidato alle cure di un santuario laico: niente meno che gli Abbey Road Studios di Londra, dove il suono grezzo e tagliente della band è stato rimasterizzato con la riverenza che si riserva ai testi sacri. Il risultato? Un viaggio nei luoghi che hanno forgiato il mito, che culmina con il momento più atteso e agghiacciante: il concerto d’addio alla High Hall di Birmingham nel 1980. L’ultima volta che Ian Curtis, Bernard Sumner, Peter Hook e Stephen Morris hanno condiviso il palco prima che il vortice si chiudesse per sempre.
Ma il vero tesoro nascosto in questo scrigno sono le reliquie sonore che nessuno aveva mai potuto toccare. Per la prima volta, la luce dell’ufficialità bagna due concerti interamente inediti: l’intimo e furente Hope & Anchor e l’eccentrico Acklam Hall. E come se non bastasse, tre registrazioni finora rimaste nei cassetti della storia (dal Lyceum, dal Moonlight Club e dal Factory) si aggiungono al puzzle, regalando sfumature inedite di brani che credevamo di conoscere a memoria.
E per i cultori del video il cofanetto offre un’ulteriore tuffo al cuore: due DVD che racchiudono oltre due ore e mezza di filmati inediti e performance dal vivo, tra cui una nuova edizione del docufilm ‘Joy Division – A Malcolm Whitehead Film’. Non solo musica, quindi, ma il movimento, lo sguardo perso di Curtis, l’energia tellurica della sezione ritmica, rivissuta in formato digitale.
L’attenzione al dettaglio è maniacale, come si conviene a un’icona. Il tutto sarà custodito in una lussuosa scatola da 12×12 pollici, un oggetto da collezione che è già arte. A impreziosire il cofanetto, le visioni grafiche di mostri sacri come Warren Jackson, Peter Saville, Howard Wakefield e Brett Wickens, con una copertina che sfoggia un’ipotetica fotografia del maestro Wolfgang Tillmans. A completare l’opera, un corredo di testi e poesie affidati alla penna del poeta e musicista Simon Armitage, accompagnati dagli scatti iconici di Anton Corbijn e Kevin Cummins, che hanno fissato per sempre l’immagine di questi quattro giovani uomini venuti dal freddo.
https://www.instagram.com/officialjoydivision/

































