Testo: Marco Sica
Foto: Pietro Previti
Pieno e potente è stato il concerto che i Beat di Adrian Belew, Tony Levin, Steve Vai e Danny Carey hanno tenuto all’Anfiteatro di Pompei per la terza tappa del calendario di concerti della rassegna Beats of Pompeii, restituendo uno spettacolo di circa due ore che meritava e merita di essere visto dal vivo superando la percezione diretta della dimensione live, per impatto sonoro e visivo, quella più distaccata e distante su disco (su queste pagine già recensimmo in modo anche “critico” “Neon Heat Disease LIVE in Los Angeles 2024”, recensione a cui si rimanda).
Se da un lato le sfumature e i dettagli possono essere risultati all’orecchio meno percepibili in uno spazio aperto, l’intenzione, la “teatralità” e il “muro sonoro” hanno riempito quello stesso spazio aperto “saturandolo”, così come hanno riempito di suono l’“orecchio”.
La scaletta è stata quella fino a ora proposta nel corso del tour e, tra i brani eseguiti dei King Crimson anni Ottanta, quelli di maggior impatto sono stati paradossalmente anche i meno noti e orecchiabili; quelli meno incatenati a rigidi stilemi e schemi, in cui la componente improvvisativa si è potuta esprimere, soprattutto nella chitarra di Steve Vai, con maggiore identità e libertà e in cui la teatralità vocale di Adrian Belew è stata caratterizzante (“Sartori in Tangier”, “Dig Me”, “Indiscipline”, “The Sheltering Sky”…).
Non è ovviamente mancata la risposta corale cantata del pubblico ai classici quali “Frame By Frame” e soprattutto alla conclusiva “Thela Hun Ginjeet” (di fatto da quel capolavoro che è “Discipline” del 1981 sono stati proposti tutti i brani tranne l’omonimo), così come non è mancato il manifesto gradimento per “Larks’ Tongues in Aspic (Part III)”, “Red” (unica graditissima esecuzione non degli anni Ottanta)… e il coinvolgimento ritmico di “Sleepless”.
Ultima menzione va all’Anfiteatro di Pompeii che sia “intra” che “extra moenia” (accessibile al pubblico anche la Palestra Grande) si rivela ogni volta luogo dall’incredibile fascino e bellezza e all’organizzazione puntuale anche nell’inizio del concerto!
















































