foto di: Pietro Previti
Due giorni di sudore e vento, ritmo e chitarre che hanno restituito a Napoli quel respiro internazionale che mancava dai tempi d’oro del Neapolis Festival. Il Noisy Naples 2026 non è stato solo una due giorni di concerti bensì un esperimento riuscito, un pugno sul tavolo per dire che questa città può (e deve) avere un suo grande raduno rock europeo.
Si parte nel pomeriggio del 23 luglio con il sole che picchia e le band locali a scaldare i motori. L’incubatore funziona: giovani promesse partenopee si alternano sul palco (magari in futuro con uno stage dedicato), restituendo quella funzione di scoperta che fu del vecchio Neapolis. C’erano nei due giorni, in ordine sparso, Addolorata, Esco X Bellettini , Yum, Yab Killer, Karlove, Curcio, Giuseppe Fava, Obi, Pellegrino.
Poi, con il calare della sera, lo stage si accende e il tempo si ferma.
Arrivano i Bluvertigo di Morgan, con la sua poetica disturbante (in tutti i sensi e non bisogna dimenticare l’alone di polemiche contraddittorie che lo avvolge e lo rendono uomo discutibile extra-arte), che apre le danze tra elettronica e malinconia anni 90; una condizione che attraverserà l’intero festival.
E’ con gli Skunk Anansie che il Noisy prende fuoco. Skin è ancora una volta una pantera rock selvaggia: voce graffiante, presenza scenica titanica, groove granitico. Il loro show è un pugno allo stomaco, potente e ipnotico. Critica? Zero. Sono semplicemente immensi e non si comprende perchè in patria non se li cagano.
Poi, a chiudere il primo giorno, tocca ai Franz Ferdinand. È la loro prima volta a Napoli e Alex Kapranos lo sa. Si presenta con un sorriso contagioso, iper felice, quasi sorpreso dall’amore che la città gli restituisce. Hanno portato la loro art-rock scattante, essenziali e perfetti, con un approccio leggero che ha contagiato tutto il pubblico. Un mix perfetto di Talking Heads e Kinks. Alex apprezza Napoli e lo ripete in più occasioni.
A seguire i dj set per l’aftershow di San Juno ed Editors DJ Set (Russell Leetch ed Elliott Williams della band). Questa scelta da rivedere.
Il secondo giorno 24 luglio (potremmo ipotizzare in futuro un terzo giorno?) sono protagonisti i Planet Funk che alzano i bpm con la loro elettronica solare confermandosi una macchina rodata a garanzia di buon live. Il loro sound sarà il tema della serata. Ma è il turno dei Subsonica a dividere gli animi. Loro sono sempre uguali, sempre gli stessi: per i cinquantenni che li hanno cresciuti a pane e elettronica sono una garanzia. Per i giovani, forse, un déjà-vu. Ma Samuel è ancora un buon frontman e tiene alta la bandiera di un gruppo che invecchia bene.
A chiudere il cerchio i Kasabian. Un ritorno a Napoli che sa di destino: qui debuttarono al Neapolis Festival prima degli LCD Soundsystem e stasera tornano da headliner. Rock psichedelico, ritmi electro ipnotici, una chiusura che riporta Napoli all’altezza delle capitali europee.
C’è da lavorare, è vero, per migliorare il festival: i token per il food & beverage sono una scocciatura e risultano indigesti, la distribuzione del pubblico va migliorata per garantire una visione ottimale a tutti. Ma la macchina organizzativa è già al lavoro per limare gli spigoli.
L’augurio è che questo investimento continui. Napoli esplode di offerte live, ma mancava un evento di chiara matrice rock internazionale. Ora c’è. Servono più turisti, più istituzioni che credano nel progetto, più servizi collaterali (trasporti, alloggi) più contenuti extra-musicali. Perché Noisy Naples può diventare non solo un concerto, ma un vero happening culturale: luogo di incontro, ascolto, confronto e scoperta intellettuale. Il rock c’è. Ora serve la città e il pubblico sufficiente per far quadrare i conti.
https://www.noisynaples.com/

































































