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Special: Bradipos IV in Usa – tour diary del combo surf più importante d’Italia

di Redazione
16 Dicembre 2013
in Speciali
Tempo di lettura: 6 minuti
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I quattro Bradipos IV sono di Caserta e da più di dieci anni infiammano lo stivale con la loro musica surf; un sound unico in Italia che col tempo è riuscito a varcare i confini e, come troppo spesso succede dalle nostre parti, è ben visto e riconosciuto da altri piuttosto che dal pubblico italiano.
Questa volta la band è stata invitata a suonare per ben 9 concerti nella patria della musica Surf. Quante band italiane vantano orgogliosamente una cosa del genere? Mi vengono in mente solo Zu e Uzeda per il circuito noise, i Lacuna Coil per quello metal e alcune bands Oi! Ska che tra la Germania e l’Inghilterra si son fatti rispettare. Poi il filone, recentissimo, della musica electro: Bloody Beetroots, Croockers et simili.
Insomma era dagli anni 80, quando l’italian HC (Negazione su tutti) faceva scuola, che dall’Italia non ci si imponeva musicalmente varcando i confini statunitesti colmando così un gap musicale che noi subiamo da sempre e forse per sempre.
(Giulio Di Donna)

4-08-2011 San Francisco / Sacramento – Californa
I Bradipos IV sono a San Francisco, stasera suoneranno a Sacramento al Blue Lamp………Sono le 12.27 a.m.
Per il momento giriamo per la città, abbiamo molto sonno, ma non dormiamo, abbiamo anche sempre fame e un po’ freddo, ma non ci copriamo; ma in California non era sempre estate???? Sarà il fuso orario e comunque “no problem”, i leoni marini dalla baia ci guardano e ci fanno capire che si può andare.
Mangiamo pesce fritto con una birra scura; partiamo per Sacramento…
Cerchiamo il locale, il Blue Lamp, e lo troviamo. Sotto l’insegna, il nostro nome in cartellone…è questo il sogno americano??? Ai Bradipi brillano gli occhi…siamo nel posto giusto.
C’e’ un motel molto vicino al locale, “but it’s a scary motel”, ci dicono. Diamo un’occhiata, in effetti non ha un’aria rassicurante. Cerchiamo un altro posto dove dormire e troviamo un battello a vapore dell’ottocento riadattato, nella zona vecchia di Sacramento, in pratica siamo su un set di un film western di Sergio Leone con tanto di suonatore barbuto di slide guitar…dormiremo qui.
Incontriamo Andy, l’organizzatore della serata un simpatico toscanaccio di Lucca trasferitosi in USA da bambino. Andy suona in un gruppo surf locale , ci segue da diversi anni, ma non ci siamo mai visti …questa è la volta in cui ci stringiamo la mano.
La serata inizia, siamo pronti, i Bradipos danno il loro primo concerto americano. Sacramento è il luogo da cui è partita la corsa all’oro…speriamo ci porti fortuna.

5-08-2011 Sacramento – California / Reno – Nevada
Siamo svegli, già svegli…forse troppo presto, il Jet lag ancora esercita il suo incantesimo. All’improvviso ci appare del caffè, una frittata e della pancetta fritta, “eggs and bacon” la chiamano questa cosa; sono le 8.00 del mattino, i nostri stomaci hanno un contorcimento abbastanza nuovo rispetto ai soliti spasmi italici, dovuti in genere a stress ed incazzature più convenzionali. Stringiamo i denti e consumiamo; alla fine questa robaccia è comunque maledettamente buona e anche se non è affatto così, sembra farci del bene….forse all’anima, certo non al colesterolo. La serata di ieri è stata giusta, bel posto e bella gente, che ha voglia di divertirsi e sa mostrare calore. I bradipoi hanno rotto il ghiaccio, hanno preso le misure…la scaletta è andata via d’un fiato e i “guys and girls” che l’hanno ascoltata ci ringraziano con tutto il calore; amano il nostro modo di fare surf e forse ne sappiamo il perché; la cosa ci rende felici. Andiamo avanti, un giro per le strade della Old Sacramento, un altro caffè, un hamburger, una birra e di nuovo in viaggio: direzione Reno.
Il viaggio non è troppo lungo, la free way passa per montagne rocciose e vecchi e tristi testimonianze della presenza dei nativi in questi territori. Siamo finalmente a Reno, una strana città, molto tranquilla tranne che per un viale a cui si accede passando sotto un arco di luci e stelline colorate, un miglio e mezzo di casinò, localacci, motel di trenta piani e sexy bar, una specie di tunnel della perdizione in cui andare a sciupare un bel mucchio di soldi, di salute e di fantasia. Lo attraversiamo senza colpo ferire, non sono questa le sirene che ci ammaliano, anche se il tutto ci inorridisce e ci affascina. Fuori dal tunnel c’è il nostro motel…un po’ di riposo, quello che i basta…si va al locale.
“Studio on 4th” è questo il nome del posto in cui suoniamo. Stasera si fa sul serio, con noi si esibiscono altri tre gruppi.
Quando siamo lì, ci accoglie un’atmosfera seducente, percepiamo ancora una volta quella strana sensazione che ci dice che siamo di nuovo nel posto giusto, lontano ma nello stesso tempo a casa; saranno gli anni dedicati a questa musica, sarà il bisogno di “chiudere il cerchio”, sarà qualcosa che non sappiamo capire, ma difatti è così.
Il concerto allo “Studio on 4st” ci mette di fronte ad un pubblico che sa divertirsi. La gente qui sembra serena, con una certa leggerezza dentro, che la spinge a godersi, senza troppe sovrastrutture, l’incontro con la musica e soprattutto con le persone. Le ragazze sorridono, i ragazzi ululano, ballano e ti offrono il calore dell’accoglienza. Insomma, si divertono, senza problemi come tutti i ragazzi dovrebbero fare.
E’ un successo, ma era un pubblico facile, pronto a divertirsi, non abbiamo dovuto faticare per conquistarli, volevano essere conquistati e di questo siamo contenti…e andiamo avanti.

6-08-2011 Reno – Nevada / Alameda – California
In strada verso Alameda; stamattina non c’è stato tempo da perdere, il concerto di oggi è per le 5.00 p.m. un orario inconcepibile dalle nostre parti. Sveglia all’alba quindi, e via! Malgrado tutto quello che è accaduto a Reno dopo il concerto e che ogni volta accade alla fine di ogni concerto.
La data di Alameda ha qualcosa in più delle precedenti, a parte l’ora; si tratta di un concerto al “Forbidden Island”, locale fondamentale, luogo di culto della SURF MUSIC nel mondo, dove si esibiranno, oltre noi, alcune tra le band più significative dell’attuale scena statunitense; i Bradipos sono l’unico gruppo dall’Italia e suoneranno come headliner.
Arriviamo sul posto e capiamo subito di essere in un luogo incredibile con gente incredibile, consumatori compulsivi di Surf, appassionati di ogni genere e di ogni età, “esperti del settore”, uno spaccato della patria del surf concentrata all’interno del “Forbidden Island”. Il locale è fantastico, una sorta di Cavern club sovrastato da tiki e tavole da surf, dove una barista con un bel fiore tra i capelli sforna cocktail maitai a raffica; c’è un odore penetrante di spirito, come se in tutto il posto fosse stato spruzzato dell’alcol puro, la luce e poca e calda, il palco è immerso tra la gente, un posto dove il pubblico ti è addosso e dove tu sei addosso al pubblico, le band iniziano a suonare, sono appena le 3 p.m., ma il locale è pieno e tutti sono carichi, con le camice a fiori, i fetz ed i maitai…è davvero straordinario.
……e finalmente accade !!! I bradipos suonano al “Forbidden Island “in Alameda (Caifornia)……….. e stravolgono il pubblico, vendono tutti i dischi del merchandise, firmano autografi e CD per due ore dopo la fine del concerto, diventa impossibile persino fumare una sigaretta, l’entusiasmo della gente ce lo impedisce, ci stanno addosso, ci tirano, ci abbracciano, siamo in uno dei templi del Surf e magicamente il pubblico è nostro.
Nella baraonda si fa avanti un omaccione di mezza età, dallo sguardo vivo e penetrante, è Phil Dirt (nella prima foto), guru del surf, che è stato presente al concerto e che ci invita a realizzare, per poche ore dopo, uno Show Case nella sua storica radio a Los Altos Hills (KFJC radio)….ragazzi, i bradipi non credono a ciò che vedono…ma è tutto vero!!! Siamo stanchi ed emozionati, ma non abbiamo dubbi, gettiamo via le camice fradice di sudore, saltiamo in macchina e ci fondiamo a Los Altos Hills per il nostro Show Case fuori programma nel Network del mitico Phil Dirt.
Le stanze degli studi della KFJC radio ci accolgono, una meravigliosa distesa di vinili e di CD si staglia ai nostri occhi, un archivio di migliaia di dischi, le testimonianze di chi prima di noi si è esibito in quella radio: Iggy Pop, i Calexico…
Phil ci spiega l’andamento della cosa: “predisponiamo lo studio e poi partite con la diretta e fate quello che vi pare” ci dice, “voi siete una band che infiamma, avete carta bianca, divertitevi”.
Iniziamo davvero ad essere stanchi, ma facciamo la nostra esibizione, ci divertiamo, come ci ha chiesto Phil; nello studio, tutti, tecnici, dj, collaboratori, seguono la cosa, ci applaudono, urlano, sono con noi…è un momento incredibile…è forse la chiusura del cerchio che cercavamo? Non sappiamo ma certamente è per momenti come questo che da sempre rincorriamo la nostra passione, ricorderemo tutto questo per molto tempo!
Finito lo Show, restiamo a chiacchierare con Phil e i suoi collaboratori per lungo tempo, scambiamo indirizzi, contatti, magliette e tutto il possibile; è ormai notte fonda, è stata una lunghissima giornata, ed è ora di trovare un posto per dormire…abbracciamo tutti, ci rimettiamo in macchina.
Faticheremo un po’ per trovare un motel da quelle parti a notte fonda…sold out, sold out, sold out…ma non importa, l’anima è quieta e sazia e alla fine lo troviamo un posto per chiudere gli occhi, domani siamo in pausa, ci riposeremo un po’ e ci godremo la gloria di questo giorno…è la benzina che ci serve.

…to be continued

Autore: Ghigo (Bradipos IV)
http://www.bradipos4.com

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