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Intervista: The Huge

di Redazione
16 Dicembre 2013
in Interviste
Tempo di lettura: 6 minuti
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The Huge è un artista pop italiano, che canta in inglese e ha pubblicato negli ultimi anni vari dischi – Landscape (2006), The Colossus Killed the Giant (2010) e That Damned Elsewhere EP (2010) – tutti messi in download gratuito in rete. Freakout lo intervista per conoscerlo meglio.

Dopo Landscape del 2007, attendevamo un tuo nuovo disco, e ‘The Colossus Killed the Giant’ è stata una piacevole conferma. Ci vuoi raccontare qualcosa riguardo la genesi di questo nuovo lavoro?
Colossus è nato di parto naturale. Dopo quattro anni ho deciso finalmente di uscire allo scoperto con un album che raccogliesse una minima parte di canzoni scritte, appunto negli ultimi quattro anni. Non ho effettuato alcuna sessione in studio, tutto nella mia camera di Capua e in quelle di Milano, tutto come è stato registrato nelle fasi creative. Mi piaceva l’idea di mettere assieme canzoni che avessero segnato punti per me importanti di questo ultimo importantissimo pezzo di strada, cioè la mia vita praticamente stravolta (in positivo per lo più), nel passaggio da Capua a Milano.
Qual è stata l’accoglienza del disco? Sei soddisfatto? Mi pare che i tuoi lavori siano piuttosto considerati dalla critica, ma ancora non siano giunti al grande pubblico…
Credo di aver raccolto il giusto per me; c’ho messo tutto il cuore affinché tanta gente ascoltasse questo disco. Qualche soddisfazione sì, l’ho raccolta. Una recensione lusinghiera su un sito inglese e la pubblicazione per qualche tempo sul sito “thatgamecompany” per la mia canzone Flower, omonimo riferimento al gioco per PlayStation 3 uscito nel 2009. Con Colossus, senza invasioni di sorta, ho provato a far passare il messaggio di “passaparola solo se ti piace, solo se tu che ascolti, ritieni opportuno farlo” e in questo i social network mi hanno dato una gran mano.
L’autoproduzione è una scelta, per te? Spiegaci anche perché metti in download libero i tuoi lavori…
Autoproduzione perchè credo che la verità delle mie canzoni sia ben collocata nella mia testa e per questo pare abbia acquisito mille modi per metterla in pratica. Naturalmente sono apertissimo ad ogni suggerimento di sorta ma in fondo facendo quel che faccio raccolgo già tantissimo dal mondo attorno, ascolto, sento e riordino a modo mio. Quando ascolto un pezzo che mi colpisce penso sempre a come potrei farlo io, quindi il processo è praticamente infinito.
Credo che la gente sia diventata un po’ pigrotta, vuole che la musica gli “cada” dall’alto. Fortunatamente c’è chi cerca; ecco mettiamola così, ho voluto fare un regalo che deve avere un valore altissimo. Qui non diamo la musica gratis perché è di minor valore rispetto a quella “ufficiale” e c’è chi lo ha capito. La musica è di chi l’ascolta, ognuno prova a ritagliarsi uno spazio e in questo i vari social network, almeno a me, hanno dato molta più visibilità di quanto abbia potuto dare il passato di pubblicazione ufficiale; il caso di Landescape che naturalmente è arrivato dopo anni, ma anni di gavetta (gavetta per me ha un’accezione positiva perchè la musica è prima di tutto passione). Concludo, mi piace da morire il mainstream (l’utimo non tanto a dire il vero) ma sono dentro indipendente, nel senso che non mi piace avere catene, legami di sorta. Gratis perché faccio, disfo, aggiungo ecc ecc. Colossus è nato con tipo 19 canzoni, oggi ne ha 25 mi pare e forse arriverò per il mio compleanno a 33 canzoni. Le ho già e devo solo fare un semplice upload e decidere quali far ascoltare a chi ne ha voglia. A proposito il 28 novembre faccio uscire una mia nuova canzone, indovinate a chi ho chiesto il permesso?
Le tue canzoni dimostrano una autentica passione per il pop degli anni 80, oltre che per il funk, tuttavia non si può dire che tu abbia cercato un posto comodo sul carrozzone del revival della new wave e della dance di quell’epoca, che oggi imperversa. Quali sono i tuoi riferimenti artistici? Ascolti molta musica?
Sono contentissimo che arrivi il risultato di una scelta che non è mai forzata o virata verso riferimenti specifici di epoche musicali a noi ben note. Per me è finito il tempo stupendo dell’adolescenza in cui mi cimentavo in spudorate imitazioni essenziali per la mia prima formazione. Sono autodidatta ma l’ascolto ossessivo prima di alcuni cantanti e la vicinanza a musicisti amici veramente bravi mi ha fatto crescere tantissimo. Mi reputo veramente fortunato di questo e del fatto che abbia avuto una grandissima passione che è stata sempre sperimentazione, dai tempi in cui mi registravo per ore con le cassettine nella mia stanza.
Elton John, Michael Jackson, Jamiroquai, Prince… mettili in classifica secondo il tuo gradimento.
Con i nomi da te proposti metto Elton John davanti, Jamiroquai, e a pari merito gli altri due. Sicuramente Elton John è stato per me fondamentale soprattuto quando ho iniziato, conosco a memoria la sua discografia.
Hai altri progetti artistici oltre The Huge? Vuoi parlarcene?
Sì, volentieri. The Huge è solo una parte, importantissima del tutto in cui faccio da solo. Spiritual Compromise è il mio gruppo, si fa soulful, house, elettronica ma con la strizzatina d’occhio inevitabile al pop. Siamo nati nel 2004 per caso, solita storia, e continuiamo alla grande; stiamo preparando il nuovo album. Siamo in tre, capuani, da mondi artistici apparentemente diversi e stiamo assieme secondo un compromesso che è appunto spirituale, di cuore…non ci svendiamo, abbiamo una linea comune. Francesco “Dallas” è molto attento verso quello che succede attorno e io mi fido di quello che dice, ciecamente, non ce n’è. Armando “Major” è un nerd grandioso dal cuore a forma di dischetto dell’Amiga 500. Ad oggi anche con gli Spiritual, la musica è gratis… Attualmente collaboro con gli Harembee, The GrOOming, KTV, Dario Piana, gli OldSunofbitch, i Disappearing One e in un’orchestra che si occupa di scena teatrale.
Ah, dimenticavo; qui a Milano ho iniziato a fare colonne sonore per spot pubblicitari e varie produzioni teatrali, una figata, bellissimo.
Lavori prevalentemente a Milano, a quanto pare… ti piace suonare dal vivo?
Sì, lavoro qui. Insegno. Amo insegnare. E imparare. Il rapporto con le generazioni tutte è molto formativo.
Mi piace suonare dal vivo, peccato aver suonato quasi zero Landescape e così via anche l’altro. Qualche live lo faccio. Come The Huge ultimamente preferisco sedermi al piano e mettermi di fronte alla gente, spesso poca, nudo e crudo, senza amplificazione. Così diventa chiaro il messaggio. Naturalmente preferisco anche l’opposto, s’intende; suono in un’orchestra il vibrafono e canto in altri 4/5 gruppi e spero che il tutto diventi sempre più assiduo. A Milano ho suonato, bello.
Il pianoforte è uno strumento molto importante nella tua musica… hai studiato musica, nel tuo passato? E anche la lingua inglese ti risulta piuttosto naturale…
Mi riaggancio a prima; autodidatta. Il piano è fondamentale, quando ne vedo uno devo andare…è come un pallone, in un prato, per noi ex bimbetti pronti per quelle infinite partite pomeridiane estive dopo aver visto Holly & Benji.
L’inglese lo insegno, quando ce lo fanno insegnare…ma questa è un’altra storia. Come tanti credo di cantare in inglese per tenere a bada la timidezza, non disdegno l’italiano, forse cantando nella nostra lingua, chissà avrei fatto l’eventuale salto (di cui dubito la bontà umana) ma meglio così, attualmente sono felice.
Tra le tante, ti chiedo di un brano in particolare: ‘Broken Flower’; parla di una persona reale, il testo di questa canzone?
Broken Flower, sì, parla della persona più importante che ho conosciuto qui a Milano. Broken Flower come tutte le canzoni di Colossus Killed The Giant, racconta un momento preciso messo qua…sì scusa, nel cuore.


the beauty

THE HUGE | Myspace Music Videos


Autore: Fausto Turi
www.thehuge.it – thehuge.bandcamp.com/releases – www.facebook.com/pages/The-Huge/113856995586?ref=ts

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