La faida più improbabile del 2025 non accenna a spegnersi. Da un lato, i Kneecap, trio rap irlandese che ama dire le cose come stanno e dall’altro, Sharon Osbourne, moglie del leggendario Ozzy, opinionista tv e ormai frequentatrice abituale dell’estrema destra britannica.
Dopo averli definiti “patetici”, “ignoranti” e “pieni d’odio”, e aver chiesto la revoca dei loro visti per gli States, Sharon Osbourne ha deciso di alzare ulteriormente il tiro: parteciperà alla marcia anti-immigrazione organizzata da Tommy Robinson, il fondatore dell’English Defence League, intitolata ‘Unite The Kingdom’ in programma a Trafalgar Square il mese prossimo. La sua risposta a un post di Robinson è stata lapidaria: “Ci vediamo alla marcia”.
Per questa sua posizione l’organizzazione benefica Centrepoint, che supporta i giovani senzatetto e vede il Principe William come patrono, ha interrotto ufficialmente ogni legame con la Osbourne.
L’associazione ha preso immediatamente le distanze, dichiarando: “Questo tipo di evento non è in linea con i nostri valori. Supportiamo i giovani indipendentemente da background, etnia o religione.”
I Kneecap, che a Coachella 2025 hanno srotolato uno striscione con su scritto “Fuck Israel, Free Palestine” e tenuto un discorso infuocato in sostegno a Gaza, non hanno perso tempo. Hanno condiviso un pezzo d’opinione del Metro che suggeriva come la scelta di Osbourne dimostrasse che loro “avevano ragione su di lei”. Il commento del trio: secco, senza filtri, perfetto. “Fuck @MrsSOsbourne”.
Per chi non ricordasse i precedenti: dopo la performance di Coachella, Osbourne aveva tuonato chiedendo la revoca del visto lavorativo del gruppo, accusandoli di aver “compromesso l’integrità morale e spirituale del festival”. I Kneecap risposero con la consueta eleganza: Mo Chara ricordò che “le dichiarazioni non sono aggressive, uccidere 20mila bambini lo è però”, e invitò Sharon ad ascoltare ‘War Pigs’ dei Black Sabbath.
Ora, con l’album ‘Fenian’ in arrivo il primo maggio per Heavenly Recordings (con i singoli ‘Smugglers & Scholars’ e la provocatoria ‘Liars Tale’, dedicata a Keir Starmer), e un’estate di fuoco tra Crystal Palace Park, Primavera Sound, Roskilde e Reading & Leeds, i Kneecap tornano a fare quello che sanno fare meglio: prendere posizione senza peli sulla lingua.
Nel frattempo, la marcia di Robinson dello scorso settembre aveva attirato oltre 100mila persone, 25 arresti e 26 poliziotti feriti. Al contrario, un corteo antifascista organizzato dalla Together Alliance un mese fa ha portato mezzo milione di persone in strada. La scelta di Sharon Osbourne è chiara. Quella dei Kneecap pure.
E chissà che qualcuno non le ricordi che il vero spirito rock, quello dei Black Sabbath degli esordi, non stava certo dalla parte dei raduni contro l’immigrazione. Ma forse, a casa Osbourne, ‘War Pigs’ lo ascoltano con un’altra chiave di lettura. O forse non lo ascoltano proprio più.
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