Sono passati trent’anni e ancora quel disco ti arriva dritto alle costole. I Manic Street Preachers lo sanno bene: “The Holy Bible” non ha perso quel potere quasi ipnotico di metterti a nudo l’anima. Nicky Wire, bassista e paroliere, non usa mezzi termini quando lo definisce “vicious” – feroce, spietato.
Il 23 ottobre arriva “The Holy Bible Live“: tre show registrati al Roundhouse di Londra nel 2014, il film di Kieran Evans “Be Pure, Be Vigilant, Behave” atteso da anni, e il mix spaziale di Steven Wilson che ridà nuova vita all’album originale. Il Roundhouse fu scelto per la sua somiglianza con l’Astoria, dove i Manics suonarono gli ultimi concerti con Richey Edwards, il chitarrista scomparso nel 1995.
“Questo live album è un tributo a Richey”, dice Wire. “Avevamo fatto tre album in tre anni, lavoravamo con un’intensità folle. Sapere che quelle parole vengono ancora ascoltate trent’anni dopo mi regala una sensazione speciale.”
I concerti del 2014 arrivarono dopo il successo di “Futurology”. In piena divisa militare come nel ’94, la furia era la stessa. Il film di Evans, il cui titolo è preso da un verso di “P.C.P.”, fu presentato nel 2016 ma mai distribuito ufficialmente.
Il cofanetto uscirà in doppio vinile, edizione deluxe da 3 CD, vinile marmorizzato, CD con BluRay e digitale. Le tracce live sono mixate da Dave Eringa.
I Manics stanno anche lavorando a nuovo materiale in vista del tour con i Suede. “Stiamo scrivendo cose che forse non vi aspettereste”, anticipa Wire.
Per ora, lasciatevi avvolgere da questa celebrazione dark. Perché “The Holy Bible” non è solo un album. È un viaggio negli abissi che ancora oggi continua a insegnarci qualcosa su di noi.
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