• Ultime
  • Trending
Convince (ma solo a metà) “In This Very World” di Steven Brown dei Tuxedomoon

Convince (ma solo a metà) “In This Very World” di Steven Brown dei Tuxedomoon

24 Aprile 2026
FestiValle 2026, nei templi di Agrigento Ezra Collective, Apparat, Cory Henry, Mace, Greentea Peng…

FestiValle 2026, nei templi di Agrigento Ezra Collective, Apparat, Cory Henry, Mace, Greentea Peng…

18 Maggio 2026
Oasis: il film del ritorno arriva al cinema (e poi in streaming), ma il titolo è ancora un mistero

Oasis: il film del ritorno arriva al cinema (e poi in streaming), ma il titolo è ancora un mistero

18 Maggio 2026
Charlie Risso: “Rituals” è un disco che trasforma il silenzio in geografia emotiva

Charlie Risso: “Rituals” è un disco che trasforma il silenzio in geografia emotiva

18 Maggio 2026
Father John Misty svela “The Payoff” e torna a farci male (bene)

Father John Misty svela “The Payoff” e torna a farci male (bene)

15 Maggio 2026
The Junction: piacevole carrellata di stili rock per il trio padovano alla sua piena conferma

The Junction: piacevole carrellata di stili rock per il trio padovano alla sua piena conferma

15 Maggio 2026
Social Distortion: Mike Ness torna a fare ciò che gli riesce meglio—scrivere canzoni che profumano di vita vissuta

Social Distortion: Mike Ness torna a fare ciò che gli riesce meglio—scrivere canzoni che profumano di vita vissuta

15 Maggio 2026
Lenny Kaye (Patti Smith): a 79 anni il debutto solista di un’anima freak. “Mi sento un artista nuovo”

Lenny Kaye (Patti Smith): a 79 anni il debutto solista di un’anima freak. “Mi sento un artista nuovo”

14 Maggio 2026
Lambchop, la preghiera laica del nuovo album: c’è Justin Vernon e un coro a sei voci

Lambchop, la preghiera laica del nuovo album: c’è Justin Vernon e un coro a sei voci

14 Maggio 2026
Bloc Party: la fine di un amore lungo un decennio diventa “Anatomy of a Brief Romance”

Bloc Party: la fine di un amore lungo un decennio diventa “Anatomy of a Brief Romance”

13 Maggio 2026
Tribeca festival 2026: quando il cinema si fa concerto (e il fango diventa stelle)

Tribeca festival 2026: quando il cinema si fa concerto (e il fango diventa stelle)

13 Maggio 2026
Addati – Ferrara – Sica, nuovo album su FreakHouse Rec. Ascolta in anteprima. Un viaggio sonoro che si muove nelle zone d’ombra della percezione

Addati – Ferrara – Sica, nuovo album su FreakHouse Rec. Ascolta in anteprima. Un viaggio sonoro che si muove nelle zone d’ombra della percezione

13 Maggio 2026
Joe Jackson: “Hope and Fury” è il ritorno in grande stile dell’eterno snob del pop

Joe Jackson: “Hope and Fury” è il ritorno in grande stile dell’eterno snob del pop

13 Maggio 2026
  • Fotogallery
  • Freak TV
  • Redazione
  • Privacy e Cookie Policy
18 Maggio, 2026
Freak Out Magazine
  • Home
  • News
  • Music Mag
    • Recensioni
    • Live Report
    • Speciali
    • Interviste
  • Extra
    • Fumetti & games
    • Letteratura
    • Oltremusica
  • Cinema
  • Contest
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • News
  • Music Mag
    • Recensioni
    • Live Report
    • Speciali
    • Interviste
  • Extra
    • Fumetti & games
    • Letteratura
    • Oltremusica
  • Cinema
  • Contest
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Freak Out Magazine
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Focus On

Convince (ma solo a metà) “In This Very World” di Steven Brown dei Tuxedomoon

di Marco Sica
24 Aprile 2026
in Focus On, Recensioni, Speciali
Tempo di lettura: 6 minuti
A A
Condividi su FacebookCondividi su XInvia su WhatsApp

Quando Steven Brown restituisce un disco come “In This Very World” (Crammed Discs), mantiene fede alla sua (in)capacità di mettere a fuoco l’insieme, in un’ondivaga alternanza di bei momenti d’ascolto ma che si rivelano al contempo spesso disomogenei o “impertinenti”.  

  • Premessa: i Tuxedomoon 

Se nel 1980, con il fondamentale “Half-Mute”, i Tuxedomoon di Steven Brown, Blaine Reininger e Peter Principle avevano segnato la storia in modo indelebile, con la loro miscellanea di avanguardia, di teatralità, elettronica e di umori tanto post punk/new wave, quanto jazz e da musica da camera, la carriera solista di Steven Brown non ha saputo solcare, con la medesima illuminata visione, quelle stesse mirabolanti intuizioni.

L’“Enciclopedia del Rock Anni ’80” dell’Arcana Editrice scrive: “I Tuxedomoon occupano una posizione a parte nel panorama rock contemporaneo: gruppo multimediale per eccellenza (fondono musica, teatro, mimo, danza, cinema e video) vivono un’evoluzione artistica che dalla scena new wave di San Francisco li porta a ricercare le proprie radici culturali in Europa, toccando generi molto diversi con una produzione discografica sterminata”.

Ma a ben ascoltare, anche gli stessi Tuxedomoon, dopo la folgorazione di “Half-Mute”, pur mantenendo la barra a dritta e congedando dei buoni lavori (“Desire” del 1981,  “Divine” del 1982 , e gli EP “Time to Lose”e “Suite en sous-sol” del 1982, dischi questi che vedranno anche il “ritorno” di Winston Tong), faticarono con il navigare nelle stesse acque così splendidamente “turbolente” del loro LP d’esordio, approdando ora a lidi più convenzionali e prossimi ad una certo art-rock-wave a tinte dark (“Desire”), ora a “particolari” composizioni per “balletto” (“Divine” per Maurice Béjart).

Sebbene più acerbi, probabilmente i precursori EP “No Tears” (del 1978 con anche il citato Winston Tong, Michael Belfer e Paul Zahl) e “Scream with a View” (del 1979 con anche Michael Belfer) appaiono più meritori e interessanti della produzione post 1980.

Menzione a parte merita poi il gran bel disco del 1981 a firma Joeboy con lo storico “In Rotterdam” (sul side A) e con “San Francisco” (sul Side B).   

Del 1985 è poi “Holy Wars”, lavoro distante dai fasti degli esordi ma che in ogni modo cela una cupa essenza di fondo, “fusa” con un’impronta jazz/fusion ed un elettropop; quello che accadrà poi successivamente, con le sue contaminazioni e le sue più “morbide” tessiture, merita poca attenzione, come da subito testimoniano “Ship of Fools” (del 1986) e “You” (del 1987), utili solo ad arricchire il “catalogo” che ha lasciare un significativo segno. 

Discorso a parte per l’interessante “The Ghost Sonata” del 1991, con cui i Tuxedomoon ritornano a sperimentare; va però detto che il materiale risale al 1982: “Music, sound and dialogue based on the 1982 stage and video productionbased on the 1982 stage and video production” si legge nelle note di copertina. 

In sostanza, il periodo prolifico e compiuto dei Tuxedomoon si può riassumere nel biennio 1980/1981, con riverberi per il successivo 1982 e con le fondamenta gettate nel 1978 (da segnalare del 1987 la raccolta “Pinheads on the Move”, contenente registrazioni anche live e rarità del periodo 1977/1983 e la partecipazione a “Made To Measure Vol.1” del 1984 con “Verdun”, contenente interessanti composizioni “from the musical score of “Het Veld Van Eer” – come indicato nelle note di copertina”).

La nostra trattazione, sul punto, non andrà oltre, sebbene i Tuxedomoon continueranno comunque a produrre dischi e a suonare live negli anni 2000, pubblicando anche lavori più “astratti” e “art” come “Bardo Hotel Soundtrack” del 2006. 

  • Steven Brown solista

Il 1982 coincide anche con l’inizio della prolifica carriera solista di Steven Brown, fatta anche essa sostanzialmente di “morbide contaminazioni” e di colonne sonore, sin dalla collaborazione, dal gusto a tratti etnico, con Benjamin Lew per “Douzième Journée: Le Verbe, La Parure, L’Amour”; collaborazione poi replicata con la stessa “impronta” nel 1985 con “A Propos D’Un Paysage”. 

E così, tra la classica in odore di avanguardia di “Music for solo piano” (del 1984), omaggi finanche a Luigi Tenco (“Brown Plays Tenco: Le Canzoni Di Luigi Tenco” del 1988), lavori più interessanti come il side A di “Searching For Contact” (del 1987), colonne sonore per cinema e teatro, collaborazioni, momenti di art-rock-cantautorale addolcito dai fiati come “Half Out” (del 1991) o come il recente “El Hombre Invisible” (del 2022), si è giunti nel 2026 alla pubblicazione di “In This Very World”.

  • In This Very World

Tra le molteplici declinazioni che ha vissuto la musica di Steven Brown, “In This Very World”, malgrado le consuete vacue divagazioni, è sicuramente più prossimo al citato art-rock-cantautorale a cui Brown ci aveva (come solista) abituato sin da “Searching For Contact” e poi con “Half Out” e “El Hombre Invisible”.

Apre l’ascolto “Stars”, che alza il sipario su un brano da “operetta”, per cantato/recitato e orchestrina.

“Wordsworth” con il suo pianoforte, i suoi fiati e i suoi archi mostra il lato più “inconcludente” di Brown, perso in musica d’accompagnamento più che di sostanza; stessa sorte tocca a “Danza de la Pluma” che suona, appunto, come composizione per una “danza” “leggera”.

Più  convincente è la ballata “Panic in Detroit” che mostra un Brown più “concreto” e a suo agio nel reinterpretare in modo intimo e personale il brano di David Bowie.

Con “Nakba” (il titolo è fin troppo significativo) si ritorna a una scrittura strumentale da “camera”, ma questa volta con maggior “carattere”; al primo ascolto ho pensato al catalogo “Egea” in cui “Nakba” non sfigurerebbe affatto.

In un continuo cambio di scena, “Cheràn” è bella invocazione desertica, con un’indovinata breve chitarra distorta e “dissonante”.

Se l’omaggio a David Bowie ha funzionato, quello a Dmitri Shostakovich con “Waltz nr.2” appare onestamente superfluo.

Mentre “Pyramides” è un ritorno alla sperimentazione teatrale mitteleuropea, con “Work” i giri riprendono e su di un “basso” stile Les Claypool si aprono lucubrazioni vecchio stampo con un assolo di “fiato” e di chitarra a mettere la giusta firma conclusiva: più che gradito momento d’ascolto.

“Lontano” è riuscito momento di spoken e di jazz calato in partiture prossime alla musica contemporanea.

“Luce” è notturna, calda lenta e jazzata, per un momento rilassato d’ascolto…

“Nella Terra (Live)”, anch’essa di impronta jazz ma con più abrasioni, si fa apprezzare nel suo rincorrere di assoli, nella ruvida chitarra e nella tromba, e congeda un lavoro che, come detto in apertura e nel titolo, convince ma solo metà, con indubbi bei momenti di ascolto, ma che non cela tra i solchi l’atavico limite di Brown di essere talvolta eccessivamente dispersivo nel suo eclettismo. 

https://www.facebook.com/stevenbrownoficial
https://www.instagram.com/stevenbrown.official

Prec.

L’anima inquieta dei boschi si è spenta: è morto Taylor Kirk (Timber Timbre)

Succ.

Quicksand: il ritorno è una scossa psichica. Il nuovo album “Bring On The Psychics” tra mosh part e rinascita. Ascolta

Marco Sica

Marco Sica

Può interessarti anche

Charlie Risso: “Rituals” è un disco che trasforma il silenzio in geografia emotiva

Charlie Risso: “Rituals” è un disco che trasforma il silenzio in geografia emotiva

di Eliseno Sposato
18 Maggio 2026

Con Rituals, Charlie Risso firma il suo lavoro più definito e riconoscibile. L’album, pubblicato il 3 aprile 2026, si presenta...

The Junction: piacevole carrellata di stili rock per il trio padovano alla sua piena conferma

The Junction: piacevole carrellata di stili rock per il trio padovano alla sua piena conferma

di Francesco Postiglione
15 Maggio 2026

E’ uscito a marzo l’album omonimo dei The Junction, la band di Padova composta da Marco Simioni, Alessandro Maroso e...

Social Distortion: Mike Ness torna a fare ciò che gli riesce meglio—scrivere canzoni che profumano di vita vissuta

Social Distortion: Mike Ness torna a fare ciò che gli riesce meglio—scrivere canzoni che profumano di vita vissuta

di Eliseno Sposato
15 Maggio 2026

Quindici anni di silenzio, una convalescenza, quasi cinquanta anni di strada percorsa: Mike Ness torna a fare ciò che gli...

Joe Jackson: “Hope and Fury” è il ritorno in grande stile dell’eterno snob del pop

Joe Jackson: “Hope and Fury” è il ritorno in grande stile dell’eterno snob del pop

di Massimo Denti
13 Maggio 2026

Scontroso, ostinato, orgogliosamente snob. Caratteristiche che in chiunque altro risulterebbero respingenti, ma che in Joe Jackson diventano il carburante per un talento...

Succ.
Quicksand: il ritorno è una scossa psichica. Il nuovo album “Bring On The Psychics” tra mosh part e rinascita. Ascolta

Quicksand: il ritorno è una scossa psichica. Il nuovo album “Bring On The Psychics” tra mosh part e rinascita. Ascolta

  • Trending
  • Comments
  • Ultime
Ci lascia Syd Barrett

Ci lascia Syd Barrett

7 Luglio 2016
Giorgio Canali: “Pier Paolo Pasolini oggi sarebbe un complottista”. “Con la Tv via cavo c’è la rinascita della P2”

Giorgio Canali: “Pier Paolo Pasolini oggi sarebbe un complottista”. “Con la Tv via cavo c’è la rinascita della P2”

2 Novembre 2023

Perry Bamonte e Roger O’Donnell abbandonano i Cure

16 Dicembre 2013

Jamiroquai: il tira e molla sulla data di pubblicazione del nuovo album

16 Dicembre 2013
il ritorno dei Primus, due date in Italia a giugno in attesa del nuovo album

il ritorno dei Primus, due date in Italia a giugno in attesa del nuovo album

16 Dicembre 2013

né droga né sparatorie, eppure è morto OL’ DIRTY BASTARD…

16 Dicembre 2013
A novembre esce “Live 2012”, film concerto e live album dei Coldplay

A novembre esce “Live 2012”, film concerto e live album dei Coldplay

Vinicio Capossela – Basiliche Paleocristiane di Cimitile, Napoli 21.09.2012

Vinicio Capossela – Basiliche Paleocristiane di Cimitile, Napoli 21.09.2012

Radiohead a Roma  live report … o riflessioni “quasi” obiettive

Radiohead a Roma live report … o riflessioni “quasi” obiettive

Jon Spencer Blues Explosion – Birthdays, Londra 26 Settembre 2012 – release party

Jon Spencer Blues Explosion – Birthdays, Londra 26 Settembre 2012 – release party

L’Intervallo di Leonardo Di Costanzo, con Alessio Gallo, Francesca Di Riso, Carmine Paternoster

L’Intervallo di Leonardo Di Costanzo, con Alessio Gallo, Francesca Di Riso, Carmine Paternoster

Bat For Lashes – anteprima del nuovo video All Your Gold

Bat For Lashes – anteprima del nuovo video All Your Gold

FestiValle 2026, nei templi di Agrigento Ezra Collective, Apparat, Cory Henry, Mace, Greentea Peng…

FestiValle 2026, nei templi di Agrigento Ezra Collective, Apparat, Cory Henry, Mace, Greentea Peng…

18 Maggio 2026
Oasis: il film del ritorno arriva al cinema (e poi in streaming), ma il titolo è ancora un mistero

Oasis: il film del ritorno arriva al cinema (e poi in streaming), ma il titolo è ancora un mistero

18 Maggio 2026
Charlie Risso: “Rituals” è un disco che trasforma il silenzio in geografia emotiva

Charlie Risso: “Rituals” è un disco che trasforma il silenzio in geografia emotiva

18 Maggio 2026
Father John Misty svela “The Payoff” e torna a farci male (bene)

Father John Misty svela “The Payoff” e torna a farci male (bene)

15 Maggio 2026
The Junction: piacevole carrellata di stili rock per il trio padovano alla sua piena conferma

The Junction: piacevole carrellata di stili rock per il trio padovano alla sua piena conferma

15 Maggio 2026
Social Distortion: Mike Ness torna a fare ciò che gli riesce meglio—scrivere canzoni che profumano di vita vissuta

Social Distortion: Mike Ness torna a fare ciò che gli riesce meglio—scrivere canzoni che profumano di vita vissuta

15 Maggio 2026
Freak Out Magazine

Copyright © 2023
Freak Out Magazine.

Link utili

  • Privacy e Cookie Policy
  • Redazione

Seguici su

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • News
  • Music Mag
    • Recensioni
    • Live Report
    • Interviste
    • Speciali
  • Extra
    • Fumetti & games
    • Letteratura
    • Oltremusica
  • Cinema
  • Contest
  • Fotogallery
  • Freak TV
  • Redazione

Copyright © 2023
Freak Out Magazine.