Senza troppi clamori e marketing pianificati, a inizio maggio è uscito in diversi negozi specializzati – e da qualche giorno anche in distribuzione mondiale – 388, il nuovo album degli inglesi The Coral. Incominciamo col dire che il titolo richiama il Tascam 388, un mixer a 8 canali usato parecchio in Zambia e capace di regalare quel tocco vintage caratteristico delle band zamrock, genere di cui Skelly e soci si sono appassionati.
Il risultato di questo tredicesimo album in studio è un ulteriore passo avanti. Sebbene negli anni la band abbia spaziato tra psichedelia anni Sessanta, garage rock, spaghetti western, folk, blues, merseybeat e black music, qui c’è un visibile ritorno alle radici: a quelle cose che a questi ragazzi piaceva ascoltare negli anni Novanta, arricchite da una venatura doo-wop, reggae e rocksteady che inserisce un elemento apparentemente nuovo in 388. Tutto è incredibilmente cucito a dovere, tanto da sembrare quasi un esercizio di stile: riescono a far convivere generi diversi facendola sembrare la cosa più semplice del mondo.
Dopo l’uno-due di grande successo a inizio millennio con l’album omonimo (2002) e Magic and Medicine (2003), i Coral sono sempre riusciti a mantenere l’asticella alta anche con i lavori successivi, senza mai cadute di tono; anzi, Distance Inbetween e Coral Island sono due piccoli capolavori senza tempo. Provenienti dal Merseyside, poco distanti da Liverpool, questi eterni ragazzi hanno nelle corde della loro musica rimandi a Echo & the Bunnymen, Johnny Cash, The Band, Doors, Kinks, al soul della Motown, al primo Bo Diddley, fino all’eclettismo esuberante degli Specials e, inevitabilmente, ai Beatles.
Questo 388 per certi versi è differente da tutti gli altri, debitore come è delle melodie rocksteady, del roots reggae e delle armonie doo-wop, tanto da far sembrare il bellissimo brano di apertura, Let the Music Play, un pezzo sopra le righe. Contagiosa e altrettanto spumeggiante è la successiva Ride That Train, in pieno stile Specials, mentre la superba combinazione di chitarre arpeggiate, contrabbasso e tastiere dà vita all’ipnotico ska di Leave It In The Past, con la voce di Skelly che sembra non invecchiare mai. Riflessiva e allo stesso tempo allegra è la bellissima You And Me (And The Beautiful Sea), un folk psichedelico spogliato di fronzoli, fatto solo di chitarre acustiche e voci. Con Shame è il momento di ancheggiare: siamo dalle parti di Curtis Mayfield, per un R&B da dancefloor jazz. Malinconica e classico esercizio di stile è la romantica Here Come The Tears, bella ma forse, rispetto al resto dell’album, un tantino superflua.
È quasi irritante come riescano, con così tanta facilità, a baciarti il cuore con una semplice canzone pop rétro, ed è il caso della dondolante Yellow Moon. Ridotta all’essenziale musicalmente parlando, e intrisa di sensualità e malinconica, è Sad Girl con il suo doo-wop rilassato. Sempre da quelle parti, per quanto riguarda le sonorità, arriva l’elegante High Tide, estiva come un fumetto letto sotto l’ombrellone. Uno dei momenti più alti dell’intero album giunge però con Spirit Catcher, forse l’unico brano fedele al sound soul-psichedelico dei Coral dei primi dischi: una canzone bellissima dove cori, chitarre e sezione ritmica convivono in totale armonia, pagando un chiaro tributo al sempre presente Mayfield. Scoppiettanti i titoli di coda con Crossing The Sands, dove i Coral mettono sul piatto riverberi, spaghetti western, melodie corpose e cori trascinanti.
In conclusione, il tredicesimo album si rivela fortunato (non a caso) per la band di Liverpool, che fa un ulteriore passettino avanti in una carriera che ormai taglia il traguardo del quarto di secolo. Il tutto riuscendo a non essere mai banali, a differenza di diverse band della loro generazione, magari ben più acclamate. Invecchiano rimanendo ragazzi dentro. A loro va ancora un sentito grazie per questo ennesimo viaggio nel tempo, dentro la musica che a noi piace di più. Era anche questo lo scopo finale di 388, vero?
https://thecoral.co.uk/
https://www.instagram.com/thecoralband/
https://www.facebook.com/TheCoral/

































