• Ultime
  • Trending

Special: Dave Gahan – Hourglass (Mute/Virgin Records) – abbiamo incontrato il leader dei Depeche Mode e …

16 Dicembre 2013
Yeah Yeah Yeahs, il live che non ti aspetti: archi, pelle e film segreto

Yeah Yeah Yeahs, il live che non ti aspetti: archi, pelle e film segreto

16 Settembre 2026
Datura4 – High On The Low Brow: il boogie australiano che brucia ancora firmato Dom Mariani. Ascolta

Datura4 – High On The Low Brow: il boogie australiano che brucia ancora firmato Dom Mariani. Ascolta

16 Settembre 2026
Oasis all’Olimpico il 29 e 30 luglio 2027: Roma unica data italiana. E’ già polemica: biglietti solo su registrazione

Oasis all’Olimpico il 29 e 30 luglio 2027: Roma unica data italiana. E’ già polemica: biglietti solo su registrazione

15 Settembre 2026
Shudder to Think: Il ritorno notturno dopo quasi trent’anni con l’EP “Who Sent You?”

Shudder to Think: Il ritorno notturno dopo quasi trent’anni con l’EP “Who Sent You?”

15 Settembre 2026
William Basinski: Il ritorno al pianoforte tra catarsi e regressione spirituale. Ascolta

William Basinski: Il ritorno al pianoforte tra catarsi e regressione spirituale. Ascolta

15 Settembre 2026
Turnstile – “Never Enough: Versions”: il remix album che consacra l’hardcore come nuovo linguaggio del mainstream. E c’è una bella notizia per loro

Turnstile – “Never Enough: Versions”: il remix album che consacra l’hardcore come nuovo linguaggio del mainstream. E c’è una bella notizia per loro

14 Settembre 2026
Pete Doherty: «Babyshambles armati e pericolosi, i Libertines pronti a stupire. E poi apro un negozio dell’usato»

Pete Doherty: «Babyshambles armati e pericolosi, i Libertines pronti a stupire. E poi apro un negozio dell’usato»

14 Settembre 2026
Sylvan Esso: sperimentazione a tutta forza per il nuovo lp “Ow ∞”

Sylvan Esso: sperimentazione a tutta forza per il nuovo lp “Ow ∞”

14 Settembre 2026
Niente chitarre, niente band: il frontman dei Geese diventa improvvisamente un cantautore da salotto

Niente chitarre, niente band: il frontman dei Geese diventa improvvisamente un cantautore da salotto

11 Settembre 2026
Con il dicotomico “We Dream” il sogno socio/black/jazz di Lakecia Benjamin diventa realtà

Con il dicotomico “We Dream” il sogno socio/black/jazz di Lakecia Benjamin diventa realtà

11 Settembre 2026
I QOTSA annunciano il nuovo album “Perfecth” dopo “Easy Street” e svelano il singolo “Insignificant Other”. Ascolta

I QOTSA annunciano il nuovo album “Perfecth” dopo “Easy Street” e svelano il singolo “Insignificant Other”. Ascolta

10 Settembre 2026
David Byrne e Brady Corbet: quando il cinema incontra la performance in 70mm

David Byrne e Brady Corbet: quando il cinema incontra la performance in 70mm

10 Settembre 2026
  • Fotogallery
  • Freak TV
  • Redazione
  • Privacy e Cookie Policy
16 Settembre, 2026
Freak Out Magazine
  • Home
  • News
  • Music Mag
    • Recensioni
    • Live Report
    • Speciali
    • Interviste
  • Extra
    • Fumetti & games
    • Letteratura
    • Oltremusica
  • Cinema
  • Contest
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • News
  • Music Mag
    • Recensioni
    • Live Report
    • Speciali
    • Interviste
  • Extra
    • Fumetti & games
    • Letteratura
    • Oltremusica
  • Cinema
  • Contest
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Freak Out Magazine
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Extra Speciali

Special: Dave Gahan – Hourglass (Mute/Virgin Records) – abbiamo incontrato il leader dei Depeche Mode e …

di Redazione
16 Dicembre 2013
in Speciali
Tempo di lettura: 6 minuti
A A
Condividi su FacebookCondividi su XInvia su WhatsApp

Dura la vita delle rockstar… Nel corso degli anni ‘90, Dave Gahan vocalist e front man dei Depeche Mode sembrava ormai perso nei suoi auto-compiaciuti deliri a base della stantia triade “sesso, droga e rock & roll”. Ci è mancato davvero poco, prima che anche lui sacrificasse la propria vita all’altare della vanagloria che tante vittime ha mietuto nello star system musicale. Superata questa delicata fase della sua esistenza, Gahan sembra da tempo aver rimesso la testa a posto, portando nuova linfa creativa ed interpretativa nella casa madre dei DM e, soprattutto, scoprendosi novello songwriter. Ci sono volute più di due decadi prima che l’irrequieto Dave prendesse coscienza delle proprie potenzialità d’autore di canzoni e si affrancasse dall’ingombrante peso di doversi confrontare, in questo ambito, dal compagno d’avventure Martin Gore.
Nel 2003, finalmente Gahan ha trovato la forza di portare fuori tale maturazione, pubblicando l’assai alterno “Paper Monsters”: prendendo in contropiede chi si aspettava sonorità elettroniche, vicine al gruppo da cui proveniva, nel disco egli aveva mostrato il suo malcelato amore per un crudo rock chitarristico, talvolta venato di blues, da un lato e, dall’altro, si era cimentato in una copiosa serie di insipide ballate orchestrali, denotando una certa penuria lirica. Rotto il ghiaccio, l’artista inglese ha continuato a comporre per conto suo, riuscendo ad inserire tre suoi brani autografi (fra cui l’ottimo singolo “Suffer Well”) nel recente (2005) full-lenght dei Depeche Mode, “Playing The Angel”, fatto mai verificatosi sino a quel momento.
Un’ennesima iniezione di fiducia che ha portato il nostro a voler dare un seguito alla sua opera prima. Il 22 Ottobre, infatti, verrà edito ,“Hourglass”, il secondo album da solista dell’uomo di Basildon. In questa sua nuova fatica, il tratto che emerge subito è un deciso ritorno… “al passato”. Piuttosto che cercare di discostarsi troppo dal sound “sintetico” dei DM, Gahan è tornato su i suoi passi, forse timoroso, in parte, di non deludere i fan dei Depeches, rimasti alquanto insensibili al suo debutto discografico di qualche anno fa, specie negli USA. Una parziale abiura che, comunque, stavolta almeno sembra poggiare su basi più solide.
Già la delicata partenza dell’iniziale “Saw Something”, pur riprendendo certe orchestrazioni simili a quelle presenti nei ”Mostri di Carta”, non risulta così posticciamente melensa, trovando, al contrario, un buon connubio tra pathos e liricità. Nel prosieguo della tracklist, trovano spazio momenti decisamente incalzanti come “Kingdom” (il primo estratto del nuovo disco) o l’urticante “Deeper And Deeper”, dove la plumbea voce di Gahan viene filtrata e trattata sposandosi al meglio con la marzialità degli arrangiamenti. A questo proposito, bisogna rilevare il prezioso contributo offerto da Christian Eigner (batteria) e Andrew Phillpott (programmatore e polistrumentista), entrambi, da tempo, in organico nell’entourage dei Depeche Mode. Altresì degna di nota l’ipnotica “Endless”, il cui giro di basso circuisce ed ammalia, in un crescendo assai psichedelico. Altrove, il bandolo della matassa non viene trovato. “Use You”, ad esempio, col suo andamento industrial appare poco convincente e stereotipata, simile a “Deeper And Deeper” ma non ne possiede la stessa depravata inquietudine. Per non parlare della conclusiva “Down”, ieratico pezzo da “malinconoia” a buon mercato. In pratica, nella seconda parte del programma della “Clessidra” (questo il significato letterale del termine “hourglass”) si intravede qualche passaggio a vuoto di troppo né le doti di paroliere dell’autore infondono quel senso di profondità che le musiche vorrebbero suggerire.
In un’intervista, diceva Gahan di se stesso “I can’t sing, but i’ve got soul”. Nessuno mette in dubbio che questo sia un album sentito. Il problema semmai è capire se con le sue sole gambe, egli sia in grado di essere qualcosa di completamente diverso dai Depeche Mode o una copia “in fieri” dell’originale. Per adesso, i passi in avanti compiuti, non permettono di stabilire un giudizio scevro da qualche perplessità. Se son rose, comunque, fioriranno in maniera ancor più splendente di quanto riescano a fare stentatamente adesso…
Il Ritorno di Gahan solista
L’uomo e il Padre abbandonano la Maschera da Rockstar

A vederlo quasi non lo si riconoscerebbe come il mimetico e sensuale frontman dei Depeche Mode, anima e sangue del gruppo nelle celeberrime esibizioni live. A 45 anni, Dave Gahan è padre di tre bambini e marito felice (di terze nozze), e oggi anche cantautore che si riconferma con la seconda prova solista, ‘Hourglass’ appunto. Per la presentazione del disco (prodotto con Christian Eigner e Andrew Phillpott, entrambi in forza nel marchio Depeche Mode) Gahan mette in scena il suo volto più pacifico e sereno: elegante ma non vistoso, sfuggirebbe forse ai più se lo si trovasse passeggiare in una strada “in” di una grande città, tanto sembra “normale” la sua presenza e il suo aplomb tra i giornalisti.
E’ lo stesso volto, dice il sorridente e palesemente appagato Dave, che emerge dall’album: un lavoro di pacificazione con la propria vita, di confronto con se stesso e con gli altri, un lavoro nel quale “ho potuto articolare meglio chi sono e cosa sto diventando. E’ un’esperienza catartica. In quest’album mi confronto con le persone, ne sono spaventato in genere ma adesso cerco di riscoprire un mio istinto naturale che mi spinge a liberarmi del giudizio degli altri. E poi ho avuto in passato la tendenza a usare le persone, come con l’alcool, ma questo aspetto di me non mi piace e sto cercando di cambiare”.
Si presenta in sostanza come un tentativo di riconciliarsi con la vita, soprattutto con la vita quotidiana del “qui ed ora”, libero dalla frenesia di correre sempre all’inseguimento di un senso che forse si trova nella contemplazione del presente e del momento.
Inevitabili due confronti: quello con l’album di esordio, ‘Paper Monsters’ del 2003, nel quale Gahan riconosce di aver voluto marcare di più la differenza rispetto al sound dei Depeche Mode (mentre in Hourglass le sonorità ricordano più da vicino le composizioni della band) per staccarsi e cercare una propria identità, che con Hourglass è pienamente ritrovata senza conflitti, e con “una maturazione del rapporto con la band”.
L’altro è quello appunto con il suo ruolo di vocalist e frontman del gruppo: Dave libera tutti dalle ansie quando afferma che ‘Hourglass’ non significa la fine dei Depeche Mode. “sono due cose differenti: il lavoro da solista mi aiuta a crescere anche nel rapporto con il gruppo, come dimostra l’aver composto tre pezzi per Playing the Angel, l’ultimo album della band”. E quanto siano buoni tutt’ora i rapporti fra i tre Depeche lo dimostra il fatto che si scambiano reciprocamente i complimenti per i loro lavori da solisti: “Fletch (Andy Fletcher) mi ha detto di averlo apprezzato e tramite lui ho saputo che Martin adora questo nuovo album”.
Naturalmente il modo di comporre cambia, se stai lavorando a un progetto solista: “quando ho scritto le tre canzoni per i Depeche Mode, pensavo a come venivano dal vivo, a come gli altri le avrebbero suonate, come avrebbe funzionato l’amalgama per la band. Qui tutto questo è rimosso. E mentre i demos dei tre pezzi sono molto diversi dalle versioni finali, perché riarrangiate col gruppo, in quest’album non ci sono proprio demos, tutto è venuto fuori com’è sin dall’inizio, grazie alla collaborazione con Eigner e Phillpott”.
A vederlo sorridere e scambiare battute con i giornalisti, completamente e forse volutamente dimentico del suo ruolo di popstar stellare, vien fatto davvero di pensare che quest’uomo che ha rischiato di morire per overdose e ha più volte sfidato il proprio corpo con la droga e l’alcool, ha veramente trovato la sua pace. E quando gli si chiede del rapporto con la religione (sfiorato anche in una delle nuove canzoni, Miracles), risponde: “Credo che ci sia un significato più profondo della vita, che noi tutti tra l’altro cerchiamo spesso di evitare. Ma questo è quello che ho cercato di tirar fuori in tanti anni, e in modi molto diversi. E’ difficile per me ammettere che credo in Dio [in Miracles dice: “non credo in Gesù ma continuo a pregare”], ma in effetti è così: non credo nei miracoli ma intanto accadono ogni giorno. E la presenza di questo senso profondo la percepisco in molti modi: oggi soprattutto con i miei bambini, la famiglia, e le performances con i Depeche Mode. Credo poi che questo senso parli attraverso alcune persone, i cosiddetti profeti, Gesù, Martin Luther King, e a me poi parla attraverso la musica”.
Auguri allora Dave: il tuo volto e le parole che esprimono serenità sono il migliore regalo che si può fare a qualunque autentico fan dei Depeche Mode.

Autore: LucaMauro Assante _ Francesco Postiglione
www.davegahan.com

Prec.

Kieran Hebden & Steve Reid + Stateless, Firenze Stazione Leopolda 20.21/09/07

Succ.

Recensione: Okkervil River – The Stage Names (Jagjaguawar)

Redazione

Redazione

Può interessarti anche

Turnstile – “Never Enough: Versions”: il remix album che consacra l’hardcore come nuovo linguaggio del mainstream. E c’è una bella notizia per loro

Turnstile – “Never Enough: Versions”: il remix album che consacra l’hardcore come nuovo linguaggio del mainstream. E c’è una bella notizia per loro

di Giulio Di Donna
14 Settembre 2026

C’è un momento preciso in cui capisci che i Turnstile hanno vinto. Non è quando Elton John decide di prestare...

La non più fulgida “Aurora” degli Yes: storia, capolavori e declino dei giganti del progressive

La non più fulgida “Aurora” degli Yes: storia, capolavori e declino dei giganti del progressive

di Marco Sica
31 Agosto 2026

Già in passato su queste pagine si è preso spunto dalla pubblicazione dell’“ultimo” disco di un gruppo che ha (a...

Francesco Guccini continua a vivere nella sua Italia (in)cantata “fra la via Emilia e il West”

Francesco Guccini continua a vivere nella sua Italia (in)cantata “fra la via Emilia e il West”

di Marco Sica
8 Agosto 2026

“Una vita, quante cose dice il prete in due parole Lo ringraziano gli astanti, via l'inverno, c'è già il sole...

The Jayhawks con ‘Sanctuary Park’ festeggiano quest’anno quarant’anni di attività. Ascolta

The Jayhawks con ‘Sanctuary Park’ festeggiano quest’anno quarant’anni di attività. Ascolta

di Massimo Denti
31 Luglio 2026

Dalla stessa Minneapolis di Prince e dei Replacements, i The Jayhawks festeggiano quest’anno quarant'anni di attività. Lo fanno con un nuovo tour...

Succ.

Recensione: Okkervil River - The Stage Names (Jagjaguawar)

Please login to join discussion
  • Trending
  • Comments
  • Ultime
Ci lascia Syd Barrett

Ci lascia Syd Barrett

7 Luglio 2016
Giorgio Canali: “Pier Paolo Pasolini oggi sarebbe un complottista”. “Con la Tv via cavo c’è la rinascita della P2”

Giorgio Canali: “Pier Paolo Pasolini oggi sarebbe un complottista”. “Con la Tv via cavo c’è la rinascita della P2”

2 Novembre 2023

Perry Bamonte e Roger O’Donnell abbandonano i Cure

16 Dicembre 2013

né droga né sparatorie, eppure è morto OL’ DIRTY BASTARD…

16 Dicembre 2013

Jamiroquai: il tira e molla sulla data di pubblicazione del nuovo album

16 Dicembre 2013
il ritorno dei Primus, due date in Italia a giugno in attesa del nuovo album

il ritorno dei Primus, due date in Italia a giugno in attesa del nuovo album

16 Dicembre 2013
A novembre esce “Live 2012”, film concerto e live album dei Coldplay

A novembre esce “Live 2012”, film concerto e live album dei Coldplay

Vinicio Capossela – Basiliche Paleocristiane di Cimitile, Napoli 21.09.2012

Vinicio Capossela – Basiliche Paleocristiane di Cimitile, Napoli 21.09.2012

Radiohead a Roma  live report … o riflessioni “quasi” obiettive

Radiohead a Roma live report … o riflessioni “quasi” obiettive

Jon Spencer Blues Explosion – Birthdays, Londra 26 Settembre 2012 – release party

Jon Spencer Blues Explosion – Birthdays, Londra 26 Settembre 2012 – release party

L’Intervallo di Leonardo Di Costanzo, con Alessio Gallo, Francesca Di Riso, Carmine Paternoster

L’Intervallo di Leonardo Di Costanzo, con Alessio Gallo, Francesca Di Riso, Carmine Paternoster

Bat For Lashes – anteprima del nuovo video All Your Gold

Bat For Lashes – anteprima del nuovo video All Your Gold

Yeah Yeah Yeahs, il live che non ti aspetti: archi, pelle e film segreto

Yeah Yeah Yeahs, il live che non ti aspetti: archi, pelle e film segreto

16 Settembre 2026
Datura4 – High On The Low Brow: il boogie australiano che brucia ancora firmato Dom Mariani. Ascolta

Datura4 – High On The Low Brow: il boogie australiano che brucia ancora firmato Dom Mariani. Ascolta

16 Settembre 2026
Oasis all’Olimpico il 29 e 30 luglio 2027: Roma unica data italiana. E’ già polemica: biglietti solo su registrazione

Oasis all’Olimpico il 29 e 30 luglio 2027: Roma unica data italiana. E’ già polemica: biglietti solo su registrazione

15 Settembre 2026
Shudder to Think: Il ritorno notturno dopo quasi trent’anni con l’EP “Who Sent You?”

Shudder to Think: Il ritorno notturno dopo quasi trent’anni con l’EP “Who Sent You?”

15 Settembre 2026
William Basinski: Il ritorno al pianoforte tra catarsi e regressione spirituale. Ascolta

William Basinski: Il ritorno al pianoforte tra catarsi e regressione spirituale. Ascolta

15 Settembre 2026
Turnstile – “Never Enough: Versions”: il remix album che consacra l’hardcore come nuovo linguaggio del mainstream. E c’è una bella notizia per loro

Turnstile – “Never Enough: Versions”: il remix album che consacra l’hardcore come nuovo linguaggio del mainstream. E c’è una bella notizia per loro

14 Settembre 2026
Freak Out Magazine

Copyright © 2023
Freak Out Magazine.

Link utili

  • Privacy e Cookie Policy
  • Redazione

Seguici su

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • News
  • Music Mag
    • Recensioni
    • Live Report
    • Interviste
    • Speciali
  • Extra
    • Fumetti & games
    • Letteratura
    • Oltremusica
  • Cinema
  • Contest
  • Fotogallery
  • Freak TV
  • Redazione

Copyright © 2023
Freak Out Magazine.