Arrivati ai 20 anni di carriera, i Future Islands hanno lodevolmente resistito alla tentazione più ovvia e diffusa, ovvero fare un disco di Hits per celebrare il traguardo. Invece lanciano per la fedele etichetta 4AD un doppio LP, ma pieno di rarità di cui la metà non è mai nemmeno apparsa sui servizi di streaming. Lanciato da due singoli Sail and Find Love, l’album dal titolo autobiografico From a Hole in the Floor to a Fountain of Youth, che suggerisce il passaggio dalle umili origini alla realizzazione del sogno musicale, contiene ben 20 canzoni tratte o da versioni giapponesi di dischi ufficiali, o da EP come In the Fall, Split, Tomorrow, o da versioni demo di prove di registrazione varie.
Venti canzoni per 20 anni, 4 membri della band (William Cashion, al basso e chitarra, Samuel T. Herring alla voce, Gerrit Welmers alle tastiere e chitarra come membri originari e il solo Michael Lowry alla batteria come membro subentrato ai precedenti dal 2014), con il titolo pescato da una frase di Tennessee Williams: “il tempo è la distanza più lunga fra due posti, è il tempo che separa il pavimento dalla fontana”. E’ stato Cashion a scovare il titolo mentre raccoglieva le canzoni dall’ampio materiale disponibile: “ho sempre pensato che mi piaceva l’immaginario di questa frase: il buco nel pavimento è l’ogni giorno, il quotidiano, mentre la fontana è la magia che accade quando la vita che sogni diventa quella che realizzi: sogno e realtà che esistono contemporaneamente”.
Sulla raccolta del materiale Cashion aggiunge: “ho adorato andare a cercare queste rarities di quando ero ragazzo. Tirando fuori queste canzoni dalla polvere, tentiamo di restituire il dono della riscoperta ai nostri fan riportandole alla luce” e il vocalist Harring aggiunge che le canzoni contengono “tutti i luoghi che frequentavamo, le vecchie case da party e i bar, la fatica del duro lavoro, la fortuna e la resilienza che hanno portato a realizzarci. Sono stato trasportato in parti della mia vita a cui non guardavo da tempo. E’ stato meraviglioso toccare quelle emozioni e sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto, a volte senza nemmeno esserne consapevoli”
Dopo l’intro di Ink Well, il disco si assesta subito nello stile tipico del synth pop dinamico della band con il basso martellante di Pinnocchio (che introduce anche il titolo del disco nella prima frase), seguito dalla tastiera circense di Happiness of being twice, e poi dalle atmosfere ipnotiche e surrealiste, davvero potenti e evocative, di In the Fall, primo brano dove emerge il potenziale fortissimo del synth della band americana di Greenville, fino al post rock della chitarre di Awake and Dreaming, primo brano in cui è la chitarra a dominare e dettare l’atmosfera, e che si distingue per differenza e si eleva rispetto ai tanti pezzi scanditi dalle dolcissime e melodiche tastiere e al ritmo veloce della batteria con il synth puro, e alla disco-rock stile eighties, pezzi come Virgo Distracts, di Find Love, Glimpse, Cotton Flower, mentre Tomorow è una dolce ballata romantica con tempo lento della batteria e scandita da cori femminili (e rovinata, bisogna dire, da una delle classiche uscite vocali a gola sbraitata tipiche di Herring). The Fountain conserva il ritmo lento ma assurge a toni epici davvero commoventi nel finale. Molte altre canzoni del disco ( Rager, The Chase, As long as you Are, One Day, Haunted by You, la pur interessante Calliope) non riescono a reggere il confronto con i pezzi della discografia maggiore, risultando varianti più o meno ariose dei soliti synth anni ’80, ma sicuramente Six Weeks e il singolo Sail hanno un valore potente, la prima per il bel basso cupo stile primi anni ’80, la seconda per la bellezza della tastiera resa pianoforte senza molti altri effetti sonori, a cui si accompagna di nuovo una chitarra ecoizzata di grande atmosfera.
Complessivamente, il disco è amabile e facile da ascoltare, piacevole e scorrevole, senza grandi picchi, come in fondo la musica maggiore che i Future Islands ci hanno abituato in questi 20 anni, con una costanza di intenti lodevole che questo disco ribadisce con forza.
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