• Ultime
  • Trending

Recensione: Magnolia Electric Co. – What Comes After the Blues

16 Dicembre 2013
At The Gates: il fantasma di Tomas Lindberg nel nuovo album “The Ghost of a Future Dead”

At The Gates: il fantasma di Tomas Lindberg nel nuovo album “The Ghost of a Future Dead”

9 Marzo 2026
Morrissey – “Make-Up Is A Lie”: il santo patrono dei tormenti (e dei complotti)

Morrissey – “Make-Up Is A Lie”: il santo patrono dei tormenti (e dei complotti)

9 Marzo 2026
Bill Callahan – “My Days Of 58”: l’arte di abitare il silenzio nel diario del disincanto

Bill Callahan – “My Days Of 58”: l’arte di abitare il silenzio nel diario del disincanto

9 Marzo 2026
Oltre il disco: i Primus trasformano “Frizzle Fry” in un’ avventura psichedelica a fumetti. Annunciato live a Milano

Oltre il disco: i Primus trasformano “Frizzle Fry” in un’ avventura psichedelica a fumetti. Annunciato live a Milano

6 Marzo 2026
Flying Lotus risveglia la Brainfeeder: l’EP “Big Mama” è annunciato come un uragano elettronico

Flying Lotus risveglia la Brainfeeder: l’EP “Big Mama” è annunciato come un uragano elettronico

6 Marzo 2026
Al perfetto “omonimo”, i The Messthetics e James Brandon Lewis affiancano l’ottimo “Deface the Currency”

Al perfetto “omonimo”, i The Messthetics e James Brandon Lewis affiancano l’ottimo “Deface the Currency”

6 Marzo 2026
Glen Hansard: un viaggio in due volumi tra Transmissions East e West

Glen Hansard: un viaggio in due volumi tra Transmissions East e West

5 Marzo 2026
Cabaret Voltaire: l’addio tra un live album e un lungo tour. New York, Londra e Berlino nel mirino

Cabaret Voltaire: l’addio tra un live album e un lungo tour. New York, Londra e Berlino nel mirino

5 Marzo 2026
Three Second Kiss: “Oggi siamo più istintivi che mai. La nostra forza? Essere un classico senza tempo”

Three Second Kiss: “Oggi siamo più istintivi che mai. La nostra forza? Essere un classico senza tempo”

5 Marzo 2026
Alan Sparhawk (Low) torna alla luce: nuovi singoli e tour. Spiritualità e posizione contro la deriva fascista e autoritaria

Alan Sparhawk (Low) torna alla luce: nuovi singoli e tour. Spiritualità e posizione contro la deriva fascista e autoritaria

4 Marzo 2026
Non c’è nulla di male nel coltivare la delicatezza e gli Ye Vagabonds lo fanno in All Tied Together

Non c’è nulla di male nel coltivare la delicatezza e gli Ye Vagabonds lo fanno in All Tied Together

4 Marzo 2026
Lykke Li chiude il cerchio: “The Afterparty” sarà il suo ultimo album. Ascolta il singolo

Lykke Li chiude il cerchio: “The Afterparty” sarà il suo ultimo album. Ascolta il singolo

3 Marzo 2026
  • Fotogallery
  • Freak TV
  • Redazione
  • Privacy e Cookie Policy
9 Marzo, 2026
Freak Out Magazine
  • Home
  • News
  • Music Mag
    • Recensioni
    • Live Report
    • Speciali
    • Interviste
  • Extra
    • Fumetti & games
    • Letteratura
    • Oltremusica
  • Cinema
  • Contest
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • News
  • Music Mag
    • Recensioni
    • Live Report
    • Speciali
    • Interviste
  • Extra
    • Fumetti & games
    • Letteratura
    • Oltremusica
  • Cinema
  • Contest
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Freak Out Magazine
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home music mag Recensioni

Recensione: Magnolia Electric Co. – What Comes After the Blues

di Redazione
16 Dicembre 2013
in Recensioni
Tempo di lettura: 3 minuti
A A
Condividi su FacebookCondividi su XInvia su WhatsApp

Non è che gli si sta tirando un po’ il terreno da sotto i piedi al povero Neil Young con la scusa degli anni che avanzano impietosi e – già che ci siamo – del recente ricovero in ospedale (passato indenne, per fortuna)? Questo il “peccato”, e si dica, per stavolta, pure il peccatore: Jason Molina, ieri Songs: Ohia, oggi Magnolia Electric Co. sulle “ricevute” rilasciate alla critica per il consenso tributatogli.
Meritatamente, possiamo dire. Da sempre Jason incarna la figura del musicista che i dischi riesce a farseli quando e come vuole – anche senza degenerare in patologie da “diarrea” creativa, quindi in enfatico narcisismo. Uno che sa, appunto, chi chiamare per suonare il violino (tanto per dire) a “quella” maniera, per dare alla chitarra “quel” feel in sede di missaggio, e che, prima di tutto ciò, sa cosa vuole e cosa tirerà fuori da se stesso per un determinato disco – che finisce per essere, qui più che altrove, un bollettino sullo stato delle cose dell’uomo Molina, oltre che dell’artista. Anche a costo di eccedere in meticolosità e tardare nel “recapito” di tale lavoro, come è capitato col brano con cui avrebbe dovuto contribuire al recente tribute album ai Black Sabbath: lui, vecchio metallaro in un altro dei suoi “sé”, ci teneva al punto da non esser mai contento di ciò che aveva per le mani (che appunto, pur con suo rammarico, non ha mai osato consegnato).
Ma torniamo ai “sé” coi quali Jason si è fatto conoscere. Nato come scarna e solitaria voce nel buio, Songs: Ohia si è via via evoluto in progetto catalizzatore di più musicisti – anche se più “braccio” che “mente” – fino a profilare il nuovo ruolo che Molina ha voluto oggi per sé: una voce-guida, sul sentiero che, a ritroso, riporta alle radici rurali dell’America, di quel “circle” che si vuole “unbroken”, ora e sempre. Un ruolo che accosta Molina ai grandi “pastori” del country – Seger, Fogerty, e appunto Neil Young – anche in virtù di una backing band che da “revolving” comincia ad essere più stabile-istituzionale, sì da fargli assecondare sempre meglio gli sviluppi della propria vicenda artistica, sempre più indirizzata, come nei nomi-numi citati, verso il sentire “epico” del country, ossia verso il risvolto civilizzatorio e culturale dell’avanzata dell’uomo bianco verso ovest. Epico nel senso che quella steel guitar lancinante, quella simbiosi tra melodia e voce (di Jason, ma anche della Jennie Benford) allarga la faccenda di folks e fattorie (che aveva caratterizzato il precedente album omonimo, più strutturato sul modello dell’orchestrina da festa di campagna) in un’epopea capace di segnare anche l’americano “urbanizzato”. Epico come un “Harvest” di Neil Young. Tanto, forse troppo. Ma andiamo avanti.
Altra cosa rispetto a tale sensazione di epicità (fortemente dipendente dalla suggestione che il sound riesce ad evocare) è il “tema”, decisamente più soggettivo, di “What Comes After the Blues”, che affonda nelle cause anziché negli effetti della transizione da un moniker a un altro: addio Chicago, welcome to Bloomington, Indiana, nella fattispecie. E non è musica – o meglio, “genere” – quel “blues” di cui al titolo, ma la malinconia, lo smarrimento che ogni cambiamento – bello o brutto – porterà sempre con sé perché quest’ultimo acquisti efficacia “dentro” oltre che fuori. “It was a hard time I come through / it’s made me thankful for the blues’ – canta Jason in ‘Leave the City’, neanche il più intimo e struggente degli episodi dell’album, benchè significativo di quanto appena detto. Se c’è un altro modo di cantare questi spleen, Jason saprà trovarli. Ora il tempo per lui sembra essere un altro, che Neil Young si sia o meno insinuato nella sua testa…

Autore: Bob Villani

Prec.

Recensione: Santo Niente – Santo Niente – Il fiore dell’agave (Black candy)

Succ.

Recensione: Drowsy – Growing Green (Fat Cat)

Redazione

Redazione

Può interessarti anche

Morrissey – “Make-Up Is A Lie”: il santo patrono dei tormenti (e dei complotti)

Morrissey – “Make-Up Is A Lie”: il santo patrono dei tormenti (e dei complotti)

di Redazione
9 Marzo 2026

Nel bene e nel male, Morrissey non smette mai di far parlare di sé. Con Make-Up Is A Lie (Sire/Warner), quattordicesimo...

Al perfetto “omonimo”, i The Messthetics e James Brandon Lewis affiancano l’ottimo “Deface the Currency”

Al perfetto “omonimo”, i The Messthetics e James Brandon Lewis affiancano l’ottimo “Deface the Currency”

di Marco Sica
6 Marzo 2026

Nel 2024 avevamo saluto con entusiasmo la collaborazione tra The Messthetics e James Brandon Lewis, restando folgorati da brani quali...

Non c’è nulla di male nel coltivare la delicatezza e gli Ye Vagabonds lo fanno in All Tied Together

Non c’è nulla di male nel coltivare la delicatezza e gli Ye Vagabonds lo fanno in All Tied Together

di Eliseno Sposato
4 Marzo 2026

C’è un rischio, quando si parla degli Ye Vagabonds, che la critica corre da anni: quello di scambiare la delicatezza...

Backengrillen e il loro esatto free form death jazz, anti-fascist, anti-racist con dentro Mats Gustafsson e tre Refused

Backengrillen e il loro esatto free form death jazz, anti-fascist, anti-racist con dentro Mats Gustafsson e tre Refused

di Marco Sica
2 Marzo 2026

“Anti-fascist, anti-racist, free form Death Jazz”... è il “manifesto d’intenti” di “Backengrillen” che si legge in “apertura di pagina” sul...

Succ.

Recensione: Drowsy - Growing Green (Fat Cat)

Please login to join discussion
  • Trending
  • Comments
  • Ultime
Ci lascia Syd Barrett

Ci lascia Syd Barrett

7 Luglio 2016
Giorgio Canali: “Pier Paolo Pasolini oggi sarebbe un complottista”. “Con la Tv via cavo c’è la rinascita della P2”

Giorgio Canali: “Pier Paolo Pasolini oggi sarebbe un complottista”. “Con la Tv via cavo c’è la rinascita della P2”

2 Novembre 2023

Perry Bamonte e Roger O’Donnell abbandonano i Cure

16 Dicembre 2013

Jamiroquai: il tira e molla sulla data di pubblicazione del nuovo album

16 Dicembre 2013
il ritorno dei Primus, due date in Italia a giugno in attesa del nuovo album

il ritorno dei Primus, due date in Italia a giugno in attesa del nuovo album

16 Dicembre 2013

né droga né sparatorie, eppure è morto OL’ DIRTY BASTARD…

16 Dicembre 2013
A novembre esce “Live 2012”, film concerto e live album dei Coldplay

A novembre esce “Live 2012”, film concerto e live album dei Coldplay

Vinicio Capossela – Basiliche Paleocristiane di Cimitile, Napoli 21.09.2012

Vinicio Capossela – Basiliche Paleocristiane di Cimitile, Napoli 21.09.2012

Radiohead a Roma  live report … o riflessioni “quasi” obiettive

Radiohead a Roma live report … o riflessioni “quasi” obiettive

Jon Spencer Blues Explosion – Birthdays, Londra 26 Settembre 2012 – release party

Jon Spencer Blues Explosion – Birthdays, Londra 26 Settembre 2012 – release party

L’Intervallo di Leonardo Di Costanzo, con Alessio Gallo, Francesca Di Riso, Carmine Paternoster

L’Intervallo di Leonardo Di Costanzo, con Alessio Gallo, Francesca Di Riso, Carmine Paternoster

Bat For Lashes – anteprima del nuovo video All Your Gold

Bat For Lashes – anteprima del nuovo video All Your Gold

At The Gates: il fantasma di Tomas Lindberg nel nuovo album “The Ghost of a Future Dead”

At The Gates: il fantasma di Tomas Lindberg nel nuovo album “The Ghost of a Future Dead”

9 Marzo 2026
Morrissey – “Make-Up Is A Lie”: il santo patrono dei tormenti (e dei complotti)

Morrissey – “Make-Up Is A Lie”: il santo patrono dei tormenti (e dei complotti)

9 Marzo 2026
Bill Callahan – “My Days Of 58”: l’arte di abitare il silenzio nel diario del disincanto

Bill Callahan – “My Days Of 58”: l’arte di abitare il silenzio nel diario del disincanto

9 Marzo 2026
Oltre il disco: i Primus trasformano “Frizzle Fry” in un’ avventura psichedelica a fumetti. Annunciato live a Milano

Oltre il disco: i Primus trasformano “Frizzle Fry” in un’ avventura psichedelica a fumetti. Annunciato live a Milano

6 Marzo 2026
Flying Lotus risveglia la Brainfeeder: l’EP “Big Mama” è annunciato come un uragano elettronico

Flying Lotus risveglia la Brainfeeder: l’EP “Big Mama” è annunciato come un uragano elettronico

6 Marzo 2026
Al perfetto “omonimo”, i The Messthetics e James Brandon Lewis affiancano l’ottimo “Deface the Currency”

Al perfetto “omonimo”, i The Messthetics e James Brandon Lewis affiancano l’ottimo “Deface the Currency”

6 Marzo 2026
Freak Out Magazine

Copyright © 2023
Freak Out Magazine.

Link utili

  • Privacy e Cookie Policy
  • Redazione

Seguici su

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • News
  • Music Mag
    • Recensioni
    • Live Report
    • Interviste
    • Speciali
  • Extra
    • Fumetti & games
    • Letteratura
    • Oltremusica
  • Cinema
  • Contest
  • Fotogallery
  • Freak TV
  • Redazione

Copyright © 2023
Freak Out Magazine.