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“Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”. Intervista a Michele Lionello.

di Redazione
20 Febbraio 2015
in Interviste, Primo Piano
Tempo di lettura: 6 minuti
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Ai microfoni di Radio Siani e Freak Out Magazine abbiamo avuto il piacere di intervista telefonicamente Michele Lionello (nella prima foto), direttore artistico della rassegna  “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”. La manifestazione è promossa dalla sezione italiana di Amnesty International e dall’Associazione Culturale “Voci per la Libertà”, lo scopo fondamentale è usare la musica come strumento per veicolare i messaggi che hanno come tema i diritti umani.
Nel 2010 gli organizzatori vengono insigniti della medaglia di rappresentanza dal Presidente della Repubblica e ricevono un messaggio di stima e di incoraggiamento dal Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg.

michele lionelloTanti riconoscimenti e tanta strada fatta. Quest’anno siete diventati maggiorenni, 18esima edizione, ci aiuti a tracciare un po’ il bilancio di questi diciotto anni attraverso delle tappe significative della vostra attività?
Quest’anno siamo diventati maggiorenni ma non solo perché nel 2015 compie 40 anni la sezione italiana di Amnesty International. E’ un anno molto particolare per me; seguo il festival dal lontano 1998 ed è ormai diventato come un figlio. Un figlio nato quasi per caso. Una manifestazione nata in piccolo e in modo provinciale che, grazie alla qualità delle proposte che ci sono arrivate fin da subito, alla particolarità del festival (e non solo perché parla di diritti umani) è cresciuta molto nel tempo. Noi, a differenza di altre manifestazione similari, non raccogliamo fondi per andare a far qualcosa di specifico, ma sono proprio gli artisti, emergenti e big, attraverso i loro brani che veicolano le campagne di Amnesty International e dei diritti umani. Il tutto nasce nel ’98, come detto, anno non casuale ma del 50esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, quella che per noi è una sorta di costituzione. Poi come ricordavate, nel 2010 riceviamo due importanti riconoscimenti. Un’altra tappa fondamentale è stata nel 2003, anno in cui abbiamo istituito il premio Amnesty italia per gli artisti “big”. In precedenza, il premio era rivolto solamente agli artisti emergenti. Sempre nel 2003 il MEI, il meeting delle etichette indipendenti, ci ha premiato come festival dell’anno. Ma i ricordi sono veramente tanti ormai…

Prima edizione vinta da Daniele Silvestri. Ricordiamo bene?
Esatto. La primissima edizione è stata proprio quella vinta da Daniele Silvestri con “Il mio nemico”, una canzone veramente molto bella, accompagnata da un videoclip significato. A volte, poi, ci capita di legare degli episodi anche a singoli artisti o singole situazioni. Per esempio, un altro anno importante è stato il 2013, anno in cui abbiamo cambiato la location della manifestazione: per quattordici anni il festival si è svolto a Villadose, sempre in provincia di Rovigo, e dal 2012 si è trasferita a Rosolina Mare, sul delta del Po, una località turistica che ha dato un ulteriore slancio alla manifestazione. Tra l’altro abbiamo anche inventato un sottotitolo che è “dalla terra più giovane d’Italia si alza il canto dei diritti umani” riferita proprio al fatto che dal punto di vista geografico, la foce del Po è la terra più giovane.

Edizione 2015, tante ricorrenze da festeggiare, tante novità per il festival, ce le illustreresti?
Siamo partiti qualche settimana fa con il lancio dell’edizione 2015 legata ai diciotto anni del festival e ai quranta anni di Amnesty Italia, cosa che abbiamo sottolineato anche nella creatività grafica del Festival. I primi appuntamenti legati alla manifestazione sono proprio i premi e i bandi di concorso. Il primo, quello più storico, è il premio “Amnesty International Emergenti”, legato ai gruppi che hanno legato la loro produzione ad almeno una canzone sul tema dei diritti umani. Canzone assolutamente originale che però può essere edita, inedita, in inglese, in italiano, in dialetto o in qualsiasi lingua e anche in qualsiasi genere, l’importante è che sia legata al tema dei diritti umani. Per questo appuntamento la scadenza generale è il 18 aprile mentre per il premio “Web Social” la scadenza è il 7 marzo: con questo premio diamo la possibilità ai primi iscritti alla manifestazione di essere scelti proprio dagli utenti del web sia attraverso il nostro sito che è www.voidellaliberta.it che attraverso i nostri canali social Facebook e YouTube. Così facendo si cerca di coinvolgere il più possibile il pubblico nella scelta anche delle otto semifinalisti.
Una delle novità, partita in verità l’anno scorso, è una nuova sezione, non soltanto musicale, un nuovo contest legato alla videoarte “3 minuti per 30 articoli”: un contest legato ai cortometraggi della misura massima indicativa di tre minuti che si riferiscano a uno dei trenta articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Modalità questa, scelta ancora per ampliare il raggio d’azione. Abbiamo scelto i tre minuti per cercare di essere più rapidi e incisivi anche nei confronti del pubblico.

pubblico voci per la libertàFacciamo un passo indietro, compilation 2014: come accennavi, si avvicendano sul palco sia artisti già noti sia band emergenti. Dell’edizione 2014 avete già realizzato una compilation che è in streaming dal 20 dicembre sul sito della rivista Rolling Stone. Parlaci un po’ di questa compilation e della sua sponsorizzazione su una rivista molto prestigiosa.
Abbiamo sempre puntato molto sulla comunicazione. Ne approfitto per ringraziare anche voi dello spazio concesso perché penso che i nostri canali non debbano essere solo quelli delle grandi testate ma appunto cercare di essere più legati al territorio, anche in ambiti di nicchia: è uno dei nostri modus operandi. La compilation 2014 è attualmente in streaming sul sito di Rolling Stone, ma sarà anche disponibile sul nostro sito nelle prossime settimane.

Cosa ci possiamo ascoltare in questa compilation?
Le nostre compilation sono formate dai cinque finalisti, tra cui c’è sempre il vincitore del Premio degli emergenti (quest’anno è stato MUD) e l’artista big che ha vinto l’edizione precedente. Tra l’altro, MUD ritirerà fra poche settimane simbolicamente il premio, ovvero la realizzazione del videoclip, in questo caso animato (che potete vedere quìi sotto) e posso dire che sono veramente bellissime. Assieme a loro anche tanti ospiti, quest’anno abbiamo Max Gazzè che ha vinto con un brano scritto insieme al fratello Francesco, abbiamo anche i Perturbazione, Levante, NOA, Fabio Cinti, Giorgio Barbarotta. Sono sedici canzoni che attraverso corde musicali anche molto diverse tocccano però tanti temi vicini ad Amnesty e ai diritti umani.

Parlando dell’edizione 2014, oltre la compilation disponibile in streaming, sappiamo che c’è anche un docufilm, ce ne parli?
Ogni anno cerchiamo di mettere assieme i suoni e le immagini più belle e di concentrarle in una manciata di minuti. Sempre attraverso il nostro sito o anche attraverso il canale Youtube è possibile vedere il nostro docufilm, realizzato da Mattia Buzzarello, che dà un’idea della musica, del clima che si respira e della location del festival. Vorrei sottolineare che è proprio un festival, non solo un concorso. Ci sono tante attività che ruotano intorno: presentazioni di film, workshop, aperitivi, mostre fotografiche, installazioni. Tra l’altro già da due anni collaboriamo anche ad un altro festival, sempre lungo il delta del Po, DeltArte

Vi definite un megafono per le voci che hanno qualcosa da dire. In questo periodo difficile, cosa c’è da dire di urgente?amnesty italia
Una cosa che mi viene da dire, a freddo, è la formazione, il crescere. I problemi sono tanti e in tanti ambiti. Io sono anche insegnante di scuola superiore e penso che la formazione non la facciano solo le scuole. Per esempio anche il nostro festival fa formazione. È uno dei mezzi per cambiare (l’educazione ai diritti umani, all’ambiente). Partire dal basso. È facile dare la colpa ai potenti, che sicuramente hanno tantissime responsabilità, quando anche molti di noi cittadini dicono “non mi riguarda”.

Vero. Dobbiamo assumerci qualche responsabilità in più. Per chi volesse supportare la vostra bellissima iniziativa, come può farlo?
Il mezzo di comunicazione più grande è il sito www.vociperlaliberta.it dove potete trovare tutte le informazioni, partecipare e anche indicarci le nomination che saranno messe all’attenzione di una giuria qualificata per la scelta delle canzoni dei “big” che concorreranno al premio. È possibile raggiungerci anche attraverso tutti i link che portano ad Amnesty; nei vari banchetti è possibile trovare i gadget sia sul festival che su Amnesty International. Non ci sono scuse!

Non ci resta che augurarvi buon festival allora!
Grazie! Rosolina mare, Rovigo, fase finale del festival dal 16 al 19 luglio.

https://www.facebook.com/vocixlaliberta

autore: Luigi Oliviero e Ornella Esposito
ascolta l’intervista audio:
 http://www.radiosiani.com/component/k2/item/7692-amnesty-e-voce-per-la-liberta.html

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