Correvano gli anni Novanta e ricordo che nel mio “giro” di amici, il nome più quotato come bassista rock era Flea; d’altra parte, nel 1991, i Red Hot Chili Peppers avevano dato alle stampe “Blood Sugar Sex Magik”.
Se però penso a quali fossero i miei bassisti rock degli anni Novanta preferiti, i primi due nomi che mi vengono in mente non includono Flea, ricadendo la scelta, invece, su quelli di Les Claypool e del compianto Mark Sandman (imprescindibili e dischi “Good” del 1992, “Cure for Pain” del 1993 e “Yes” del 1995 con i Morphine).
E così, quando mi trovo a parlare di Les Claypool provo sempre un certo imbarazzo, non riuscendo ad essere mai realmente obiettivo avendo da subito amato il suo modo di suonare il basso e il suo approccio alla composizione (sarà anche perché in alcune cose mi ricordavano i The Residents; non a caso oltre a suonarli come cover, i Primus in “The Air Is Getting Slippery” cantano: “The dogs are barking merrily as Jerry sits on high./If you’ve studied your Floyd properly, you’d know that pigs could fly./Now if you want an encore, you might hear it is luck./ But me, I’d rather play Residents, ‘cause I don’t give a…” ); siano i meravigliosi Primus di “Frizzle Fry” (del 1990), “Sailing the Seas of Cheese” (del 1991), “Pork Soda” (del 1993)… siano le sue Frog Brigade (capaci di proporre dal vivo sia quel capolavoro che è “Thela Hun Ginjeet” dei King Crimson, quanto una personale e splendida versione di “Shine On You Crazy Diamond” dei Pink Floyd nella Jack Irons version; Claypool riproporrà dal vivo con le Frog Brigade anche tutto “Animals” dei Pink Floyd), sia il Duo de Twang (con la sua dissacrante “Stayin’ Alive”), siano gli innumerevoli ulteriori progetti e partecipazioni… il “tocco” di Claypool ha sempre saputo lasciare in me un segno. Ciò indipendentemente dal reale “valore” del disco di turno, sebbene le innate capacità di Les Claypool gli abbiano consentito di mantenere un buon valore “medio” dei suoi lavori. I Primus poi ebbi la possibilità di vederli dal vivo a Napoli, nel 1998, nell’ambito dello storico Neapolis Live Festival. Sempre di quel finire dei Novanta, ai generazionali e immortali The Simpsons si affiancò poi l’irriverente e altrettanto generazionale sitcom animata South Park, di cui proprio i Primus firmarono il “South Park Theme”.
Ebbene, tra i tanti progetti di Claypool, nell’ultimo decennio è “saltata agli onori della cronaca” la sua collaborazione con Sean Ono Lennon per i The Claypool Lennon Delirium che, dopo dieci anni dal buon disco d’esordio “Monolith of Phobos” del 2016 (con una “Mr. Wright” di pregio), l’EP di cover “Lime and Limpid Green” del 2017 (tornano i Pink Floyd e i King Crimson in repertorio), l’altrettanto buon secondo LP “South of Reality” del 2019, hanno dato alle stampe “The Great Parrot-Ox and the Golden Egg of Empathy” (ATO Records).

- “The Great Parrot-Ox and the Golden Egg of Empathy”
Appena ho visto la copertina del doppio LP e ho letto il titolo del disco, mi è venuto in mente quel gioiello che è “Angel’s Egg (Radio Gnome Invisible Part 2)” dei Gong del 1973 (il loro “Flying Teapot – Radio Gnome Invisible Part 1” anch’esso del 1973 resta tra i più bei dischi di sempre), soprattutto se si guardano le differenti copertine delle successive ristampe con “l’uovo alato”.
Ascoltando poi il vinile (ma in fondo tale sensazione era già emersa ascoltando i lavori precedenti), la surreale, stralunata e sghemba atmosfera sospesa tra umori psichedelici, progressive, teatralità… che aveva caratterizzato l’immaginifico mondo dei Gong di Daevid Allen e compagni si è presentata con forza nelle partiture di Claypool e Lennon.
Prima di passare all’ascolto, appena si è preso in mano il vinile, si è avuta la sensazione di essere alla presenza di un “oggetto prezioso”, essendo LP realizzato come un “libro” dalla spessa copertina, antica nel custodire oltre ai due dischi un “fumetto” (Comic Book And Album Art By Rich Ragsdale, si legge nelle allegate note) narrante la storia raccontata in musica (Story And Art Direction By Les Claypool e Sean Ono Lennon, si legge sempre nelle allegate note).
“The Great Parrot-Ox and the Golden Egg of Empathy” risulta, infatti, essere un “concept album” che si ispira al “paperclip maximizer” (massimizzatore di graffette), l’esperimento sull’etica e i pericoli dell’Intelligenza Artificiale del filosofo Nick Bostrom, come scritto anche prima del “THE END” del comic e narrato dalla voce nell’interludio di “It’s a Wrap”: “The paperclip problem demonstrates the potential dangers of artificial intelligence pursuing a single goal without ethical considerations…”; ma lasciamo all’ascoltatore scoprirne la storia…, limitandoci a descriverne solo il “suono”.
Messo il primo vinile sul piatto, mezzo minuto dell’introduttiva “Pro-Log” ed ecco il basso di Claypool a reggere il beatlesiano cantato di “WAP (What a Predicament)”, prima che “The Wake Up Cal” si vesta di “operetta” in stile tanto Gong quanto “The Wall” con Gabby La La alla voce e al sitar.
La splendida “Meat Machines” è esatta fusione tra lo stile dei due musicisti che trovano un impareggiabile equilibrio tra la ritmica del basso e linea vocale per un brano destinato a durare nel tempo.
Girato lato con “Troll Bait” torna il classico Claypool più teatrale per un brano dal gusto progressive che ben sarebbe potuto essere incluso in “Primus & the Chocolate Factory with the Fungi Ensemble”.
Se “Simplest of Deeds” suona quasi come un omaggio ai The Residents dei tempi di “Duck Stab/Buster & Glen”, “Heart of Chrome” è altro bel brano che mostra particolare coesione tra i due artisti e propria “personalità”.
“Through the Horizon” naviga tra space rock e psichedelia e chiude il primo LP.
Il Side C è aperto da “Mantra of the Manatee”, mix tra gusto “primus” e gusto anglo-beat- psichedelico anni Sessanta, il tutto graffiato dall’assolo di chitarra finale.
Il funk robotico di “The Golden Egg of Empathy” (con Willow alla voce) è pregevole momento, per un brano che mi ha fatto venire in mente “Have a Cigar” dei Pink Floyd.
Con “Cliptopia” è nuovamente la teatralità da rock progressive a occupare i solchi, seguita dalla strumentale e didascalica “Cliptron Scuttle”, colonna sonora da cartoon.
“Melody of Entropy” mette in mostra il lato psych-pop del duo Claypool Lennon, psych-pop che si fa parte della lunga suite “It’s a Wrap”, “conclusivo” momento di fusione tra Claypool e Lennon, con nel “cuore” la narrazione del “paperclip”, una parte nuovamente “teatrale” e synth in stile progressive.
- Conclusioni
Terminato l’ascolto, si può concludere affermando che “The Great Parrot Ox and the Golden Egg of Empathy” è tra i più compiuti lavori di Claypool e Lennon, il cui animo suona perfettamente all’unisono in brani quali “Meat Machines”, “Heart of Chrome”, “Melody of Entropy” che, con “The Golden Egg of Empathy”, costituiscono il perno centrale su cui ruota l’intera “storia” suonata e narrata.
Postilla: a maggio di quest’anno è stato pubblicato a nome Colonel Claypool’s Fearless Flying Frog Brigade anche “Return Of The Live Frogs: Volume 1”, LP contenente registrazioni live catturate durante “the 2023 Hunt for Green October Tour”; con Claypool e le Frog Brigade anche Sean Lennon alla chitarra, per quattro lunghe esecuzioni tratte da “Purple Onion” e “Of Whales And Woe”.
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The Great Parrot-Ox and The Golden Egg of Empathy by The Claypool Lennon Delirium

































