“Live Rope”, l’ultimo live degli SWANS, è stato registrato durante il tour mondiale a supporto di “The Beggar”, nell’arco di un anno tra il 2023 e il 2024, nel quale la band capitanata da Michael Gira ha proposto sul palco brani rielaborati di “The Beggar”, “Leaving Meaning” e dell’allora ancora inedito “Birthing”. Gli introiti di questo tour sono stati, infatti, utilizzati per finanziare lo stesso “Birthing”. La versione standard su CD, inizialmente pensata come edizione limitata, è stata poi resa permanentemente disponibile, sancendo così il suo ruolo di album dal vivo a tutti gli effetti. Diciamo subito che questo album dal vivo non è soltanto un documento storico, ma una vera e propria opera d’arte, capace di catturare l’essenza di una band che ha fatto della trasformazione il suo marchio di fabbrica, caratterizzato dalla sua capacità di ridefinire in modo costantemente evolutivo i confini del rock sperimentale.
Il disco è centrato sulla registrazione integrale del concerto al Music Hall of Williamsburg di New York, tenutosi il 18 maggio 2024, affiancata da performance aggiuntive tratte dal concerto all’Amare de L’Aia (19 novembre 2023). Quest’ultimo avrebbe dovuto essere pubblicato come album live autonomo, ma alla fine solo tre brani sono stati inclusi in “Live Rope”. Il disco ha una durata record per gli standard della band di New York, che in questo caso tocca i 183 minuti, superando anche “Deliquescence” (155 minuti). Il vero protagonista è però “Rope / The Beggar” (“Rope The Beggar”?): non è un brano, ma una vera e propria opera mastodontica di 78 minuti che, partendo da una struttura originaria di soli 10 minuti, si sviluppa in un viaggio sonoro ipnotico, oscillando tra momenti scarni e chitarre nervose, accelerazioni vorticose e atmosfere soffuse, fino a un’esplosione che richiama i Pink Floyd di “Live at Pompeii”.
La traccia è stata poi rielaborata per “Birthing”, con la prima metà che introduce “Away” nella versione “(Rope) Away” e la seconda che dà vita a “The Healers”. Il resto dell’album è all’altezza di questo primo brano, con “The Hanging Man” che si distende in un flusso circolare e teso, “Away” che stupisce per la sua struttura circolare e avvolgente, mentre in “Birthing” i SWANS si scatenano in una performance vorticosa, con saliscendi sperimentali e un finale in crescendo che lascia senza fiato.
“The Memorious” sorprende per la sua lentezza stentata e tirata, quasi a voler sottolineare ogni singola nota, mentre “Cathedrals of Heaven” cresce in modo inquietante e profondo, con un’intensità che ricorda il peso di un leviatano. Infine, “Leaving Meaning” regala un momento inaspettato: la chitarra, per un istante, ricorda gli AC/DC in una versione minimale e monotona, quasi a voler giocare con le aspettative dell’ascoltatore. Il disco è accompagnato dal film “(Rope) The Beggar”, diretto dal regista italo-americano Marco Porsia, che documenta l’intero concerto di Williamsburg. Il film era incluso nelle prime copie di “Birthing”, offrendo così un’esperienza multimediale unica. “Live Rope” non è solo un album: è un viaggio.
Un’immersione totale in un suono che sfida le convenzioni, un’esperienza che richiede tempo, pazienza e apertura mentale. Per i fan della prima ora, è un regalo; per i nuovi ascoltatori, una porta d’ingresso verso un universo sonoro senza eguali.
“Live Rope” è un’esperienza sonora che trascende il tempo e lo spazio.
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