Settembre 1996. In un’epoca in cui il suono del futuro si stava ancora cercando, un ragazzo della California di nome Josh Davis – meglio noto come DJ Shadow – pubblicò un disco che avrebbe cambiato per sempre la grammatica della musica contemporanea. Ora, a tre decenni di distanza, quell’album monumentale torna a farsi sentire: per festeggiare il trentesimo anniversario di Endtroducing….., Shadow ha annunciato una ristampa speciale per il 18 settembre e un tour che porterà il capolavoro strumentale sui palchi di tutta l’America e oltre.
Non è facile raccontare Endtroducing….. senza scivolare nel superlativismo. Eppure ogni aggettivo è meritato. Realizzato interamente con un campionatore Akai MPC60, un piatto Technics e un registratore Alesis ADAT, il disco è entrato nella storia come il primo album interamente costruito su campioni, guadagnandosi un posto nel Guinness dei Primati. Ma al di là della curiosità tecnica, è l’atmosfera a renderlo immortale: un viaggio che attraversa hip-hop, jazz, psichedelia e paesaggi sonori cinematografici, un ponte ideale tra la polvere dei vinili e l’elettronica moderna. Artisti come i Radiohead e i Deftones ne hanno parlato come di un faro. Proprio questi ultimi, nel 2020, realizzarono il sogno di farsi remixare l’intero White Pony da Shadow, un omaggio che solo chi ha ascoltato Endtroducing….. fino in fondo può comprendere appieno.
Ad accompagnare la ristampa, un tour celebrativo che prenderà il via il mese prossimo da San Diego, toccando Los Angeles, Chicago, Philadelphia e culminando in una data speciale al Barbican di Londra, dove Shadow suonerà l’album nella sua interezza accompagnato dalla BBC Symphony Orchestra.
Ma se Endtroducing….. rappresenta un pilastro incrollabile, la carriera di DJ Shadow non è certo un monumento statico. La conferma arriva dalle recentissime mosse del producer, che guardano al futuro con la stessa audacia di trent’anni fa. Proprio quest’anno, Shadow ha celebrato un altro anniversario importante: i dieci anni di The Mountain Will Fall, l’album del 2016 che segnò un nuovo capitolo nella sua evoluzione sonora . Per l’occasione, ha pubblicato una 10th Anniversary Deluxe Edition che include, tra le altre gemme, due collaborazioni di peso massimo .
La prima è “Nobody Wants To Die”, un brano potente e cupo che vede la partecipazione di una leggenda come Ice Cube, già apparso in precedenza nella colonna sonora di Mafia III . La seconda, e forse la più attesa, è “Nobody Speak Part 2”, il sequel del suo tormentone del 2016 . Il brano originale, interpretato dai Run The Jewels, aveva accumulato oltre 120 milioni di stream su Spotify . In questa nuova versione, Shadow non si è limitato a un semplice remix: ha richiamato il duo Killer Mike ed El-P e li ha affiancati a due voci freschissime e esplosive come quelle di Denzel Curry e TiaCorine . Un modo per rileggere il passato con gli occhi del presente, creando un ponte generazionale che solo un maestro come Shadow sa costruire.
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L’edizione per il trentennale ripropone fedelmente la scaletta originale che ha fatto sognare generazioni di ascoltatori :
- Best Foot Forward
- Building Steam With A Grain Of Salt
- The Number Song
- Changeling / Transmission
- What Does Your Soul Look Like, Pt.4
- Stem / Long Stem / Transmission 2
- Mutual Slump
- Organ Donor
- Why Hip-Hop Sucks In ‘96’
- Midnight In A Perfect World
- Napalm Brain / Scatter Brain (Medley)
- What Does Your Soul Look Like Pt.1 / Blue Sky Revisit / Transmission

































