C’è un momento, in ogni carriera che si rispetti, in cui l’artista decide di guardare indietro non per nostalgia, ma per re-inventare lo sguardo. E David Byrne, da vero esploratore dell’inusuale, lo sta facendo ancora una volta. Dopo lo straordinario American Utopia firmato da Spike Lee, il poliedrico ex-Talking Heads torna a far vibrare lo schermo con un nuovo capitolo cinematografico della sua arte performativa. Il titolo è Who Is the Sky?, e dietro la macchina da presa c’è un nome che promette fuoco e geometrie: Brady Corbet, regista e sceneggiatore del pluripremiato The Brutalist.
Le riprese? Nientemeno che in 70 millimetri. Sì, avete letto bene. Non un semplice documento live, ma un vero e proprio atto di ambizione visiva, girato su pellicola nell’arco di più notti a Baltimora, città natale di Byrne, durante il suo ultimo tour. E se c’è un dettaglio che trasforma l’annuncio in un evento, è proprio la scelta tecnica, quasi un manifesto contro l’appiattimento digitale dell’immagine contemporanea.
Lo stesso Byrne, in una dichiarazione che sembra uscita da un diario di bordo, ha confessato la sua iniziale perplessità: “Quando Brady mi ha detto che voleva filmare lo show in 70 millimetri (70 millimetri!), non avevo idea di che differenza avrebbe fatto. Poi ho visto alcuni fotogrammi che mi ha mandato. Aveva ragione: cattura davvero l’ampiezza visiva dello spettacolo. Non ho mai visto niente di simile.”
Non è difficile immaginare cosa intenda. Il 70mm non è solo una risoluzione più alta, è un rapporto con la luce, con lo spazio, con il movimento. È il formato epico per eccellenza, quello di 2001: Odissea nello spazio e di Lawrence d’Arabia, ma applicato a un concerto di Byrne significa restituire alla scena una profondità che il video tradizionale spesso appiattisce. Significa vedere ogni danza, ogni ombra, ogni sguardo come se fosse parte di un quadro in movimento.
E Corbet, con la sua visione architettonica e rigorosa, sembra l’alleato perfetto per tradurre l’universo di Byrne in un’esperienza che sia insieme film e rito collettivo. Per ora, i dettagli sulla distribuzione restano avvolti nel mistero – nessuna data, nessuna piattaforma annunciata – ma una cosa è certa: Who Is the Sky? non sarà solo un concerto filmato. Sarà una dichiarazione d’intenti.
Restate sintonizzati, perché quando Byrne e Corbet uniscono le forze, il cielo non è mai solo un limite. È una domanda. E chissà che la risposta non sia già in quelle bobine da 70mm, in attesa di essere proiettate su un grande schermo, possibilmente enorme.
https://davidbyrne.com/
https://www.instagram.com/davidbyrneofficial/
https://www.facebook.com/DBtodomundo/

































