Il 13 luglio a B.O.P. è stato un giorno di celebrazioni e grande successo per Vinicio Capossela. All’Anfiteatro del Parco Archeologico di Pompei, nell’ambito di Beats of Pompeii 2026, la rassegna che da tre anni unisce musica e turismo culturale in uno dei contesti più affascinanti al mondo; si è materializzato un rito sciamanico-rurale.
L’esibizione del cantautore, di origine irpina, ha fatto segnare il tutto esaurito, attirando spettatori da ogni parte d’Italia e ribadendo il forte legame popolare dell’artista con il suo pubblico.
Quasi due ore di concerto, con 22 brani in scaletta, hanno dato vita a un percorso musicale e narrativo per l’anniversario del celebra album Ovunque Proteggi.
Vinicio è un artista singolare nel panorama nazionale, spesso accostato per stile e approccio a Tom Waits. Nato in Germania, negli anni ha sviluppato un linguaggio espressivo personale, arricchito da collaborazioni di rilievo e numerosi riconoscimenti.
Durante la serata di B.O.P. le canzoni del suo sesto album in studio, pubblicato nel 2006 e premiato con la Targa Tenco e miglior disco e indicato nel 2007 per la rivista Mojo come secondo miglior album world, hanno riecheggiato tra miti e leggende storiche, tra ntichità romana e entro terra italiana, specie la Sardegna con le sue maschere e copricapi.
A rendere ancora più intensa la performance, la partecipazione di ospiti speciali. Tra i momenti più significativi, “Brucia Troia” con Gavino Murgia, “Santissima dei naufragati” con Mario Brunello e “Uomo vivo” insieme a Roy Paci: tre collaborazioni che hanno aggiunto ulteriore spessore emotivo allo spettacolo. Da sottolineare anche la presenza alle chitarre di Alessandro “Asso” Stefana, figura chiave dell’ensemble guidato da Capossela.
L’inizio e poi il finale, corale e festoso, chiude la serata con un brindisi sulle note de “Il ballo di San Vito” e della stessa “Ovunque proteggi”. Un crescendo coinvolgente che ha abbracciato l’intero anfiteatro, trasformando il concerto in una partecipata celebrazione collettiva.
Un appuntamento unico, valorizzato dalla straordinaria scenografia dell’Anfiteatro di Pompei, luogo simbolico dove passato e presente si incontrano attraverso la musica. Nessuna operazione nostalgica né riproposizione di modelli già visti, ma un progetto autentico quello di Capossela, perfettamente in linea con l’identità di Beats of Pompeii.
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